Il Tirreno

Paura per il fiume: «Togliete auto e moto dai vostri garage»

di Rino Bucci
Paura per il fiume: «Togliete auto e moto dai vostri garage»

I consigli della Protezione Civile ai residenti della Magona E stamani alle 8 si riunisce il Centro operativo comunale

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CECINA. Il fiume torna a far paura. Neanche il tempo di scaricare e compilare i moduli per la richiesta di risarcimento danni dall’ultima piena che gli occhi tornano di nuovo puntati sul Cecina.

Ieri, il Centro funzionale della Regione Toscana ha diramato un’allerta meteo di criticità alta (la massima) che partirà dalle 8 di stamani fino a domani sera a mezzanotte. La nostra regione è praticamente dipinta di rosso (si salvano solo la provincia di Massa e Carrara e l’aretino). A preoccupare è il rischio idraulico e, a Cecina, spaventa il fiume.

Non a caso ieri i vigili urbani e gli uomini della protezione civile hanno battuto strada per strada i quartieri che la settimana scorsa hanno subito i danni più grandi, su tutti la Magona.

«Ci hanno spiegato la situazione – racconta Andrea De Marco – e consigliato di togliere dai garage e mettere a riparo vetture e motorini». Dalle 8 di stamani torna in funzione anche il Coc (Centro operativo comunale) che riunisce le forze dell’ordine, la protezione civile e il Comune. «Controlleremo passo dopo passo l’evolversi della situazione», dice il sindaco Stefano Benedetti. C’è grande apprensione anche per il vento. Se le raffiche, come ieri pomeriggio, dovessero essere sostenute e arrivare dal mare la situazione potrebbe anche essere peggiore rispetto a quella della scorsa settimana. «In quel caso – dice Benedetti – la foce non riceverebbe con tutti i problemi che ne conseguono».

Una situazione nota: col libeccio e con lo scirocco il rischio che si formi un tappo non è marginale. E già durante l’ultimo evento c’è chi ha segnalato (alcuni pescatori) una situazione della foce non eccellente con ostruzioni di vario tipo.

Dall’ottobre scorso, quando l’idrometro alla Steccaia schizzò sopra gli otto metri, la barra alla foce è completamente aperta. Più di così l’acqua non può defluire verso il mare. Già alle 17 di ieri il Cecina iniziava a “montare” i il deflusso si faceva sempre più veloce: l’idrometro segnava quattro metri (in rialzo) ed era a mezzo metro dal primo livello di criticità (l’ultimo è a sei metri). Come nelle altre situazioni d’emergenza, la protezione civile consiglia di rimanere in casa e di evitare, se possibile, gli spostamenti.

Questa nuova emergenza arriva proprio mentre alcuni residenti della Magona si stavano organizzando per promuovere un’azione comune e un esposto in Procura per verificare se ci fossero responsabilità.

«La causa dell’allagamento – scrivono - è da attribuirsi al mancato completamento dell’opera di messa insicurezza idraulica che invece ha funzionato benissimo per il resto del paese. È stato lasciato aperto un varco in prossimità dei laghetti. Da qui, come una furia, l’acqua ha trovato un varco, si è fatta spazio all’interno del muro di contenimento che doveva tenerla all’esterno e ha trovato come via di sfogo la strada che conduce al Polo tecnologico e all’area della Magona. Lì è arrivata come fosse un torrente in piena. Solo in tarda mattinata su segnalazione dei residenti si è mossa una ruspa di una ditta locale per arginare la falla. Sarebbe interessante sapere di chi sia la responsabilità del mancato completamento dell’opera che ha causato l’allagamento del comparto». Ieri sera, nonostante lo stato di allerta, non è stata presa alcune decisione in merito alla chiusura delle scuole che stamattina saranno regolarmente aperte, salvo nuove situazioni meteo.

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