Attenzione
Villa Celestina, addio biologia marina
L’Università continua a temporeggiare sulla convenzione, l’assessore Pia ammette: «Non si sono fatti più sentire»
CASTIGLIONCELLO. Non solo il centro di biologia marina dell'Università di Pisa a Villa Celestina non è mai realmente partito.
Quello che è certo è che il suo utilizzo è ormai naufragato con la sola possibilità di cambiargli almeno in parte destinazione. A farlo capire non tanto l'ateneo pisano, che di fatto sta ulteriormente allungando i tempi per il possibile rinnovo della convenzione, ma l'amministrazione comunale che ormai da settimane è in attesa di una risposta.
«Abbiamo inviato loro nuove documentazioni – ha detto l'assessore Margherita Pia – oltre a chiedere al rettore la disponibilità a partecipare al seminario che terremo su Villa Celestina all'interno della mostra al Castello Pasquini che espone i progetti che hanno partecipato al concorso di idee per la pineta Marradi. Fatto sta che ad oggi non si sono più fatti sentire e la data del seminario, durante il quale vorremmo organizzare una lunga riflessione sull'utilizzo dell'edificio, non siamo ancora in grado di fissarla». Notizie che evidentemente non fanno ben sperare per una soluzione positiva della vicenda.
«Quello che è certo – prosegue l'assessore – è che devono capire se ci sia la possibilità di unire a biologia marina un insieme differente di interessi». Tradotto: l'utilizzo del centro di biologia marina che conta attualmente circa 20 postazioni di lavoro che non hanno mai lavorato a pieno regime, si è definitivamente arenato.
Così di fatto prosegue lo spreco di denaro, dato che in attesa (e nella speranza) che venga trovata una soluzione, i computer rimarranno ammassati al piano seminterrato della struttura in pineta Marradi, i microscopi chiusi nei rispettivi cellofan e sulle pareti aumenteranno crepe e chiazze di umido.
Da parte dell'amministrazione, come ha detto più volte anche il sindaco Franchi, vi è la completa disponibilità a giungere al rinnovo della convenzione, fermo restando l'utilizzo completo e continuativo degli spazi. Laboratori che il Comune vorrebbe comunque dedicare sempre alla ricerca.
Ricordiamo inoltre che il restauro dell'intero immobile costò 2,6 milioni di euro e che l'impiego dei laboratori di proprietà del Demanio dello Stato ed in locazione agevolata al Comune di Rosignano fino al 2017 prevedono una convenzione tra i due co-gestori scaduta nel dicembre del 2012. Già a metà gennaio l'assessore Pia aveva dichiarato di attendere le riflessioni dell'ateneo. «Capiamo – aveva sottolineato - la situazione di difficoltà che vivono oggi le università a causa del calo d'iscrizioni, della carenza di denaro e di problemi legati al numero di personale. Mantenere per loro le sedi distaccate senza sostanziosi finanziamenti, è diventato impossibile». E visto che le decisioni dell’ateneo pisano tardano ad arrivare, sembra sempre più certo l’addio all’Università per la co-gestione di villa Celestina.
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