Il Tirreno

Sveglia alle 7,30 per la colazione alle nutrie

Sveglia alle 7,30 per la colazione alle nutrie

Cinzia alleva i roditori nei fossi della Mazzanta: «Non sono aggressive, prendono il cibo dalle mani»

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VADA. Cinzia Bacciardi vive a Rosignano ed è attiva sul territorio da 22 anni nella difesa degli animali con passione e uno spirito etico folgorante che colpisce al primo sguardo. Cinzia è un'ex modella che ha sfilato sulle passerelle locali, per dedicarsi poi al mondo della moda come stilista e aprendo delle attività. Conosciuta nel territorio per l'impegno con la sua colonia di cento gatti, curati amorevolmente con cibo e cure mediche, ha voluto concentrarsi su un altro tipo di animale su cui vuole fare informazione e sensibilizzare il più possibile: la nutria, nome scientifico “Myocastor coypus”, comunemente noto come “castorino”.

Ogni mattina Cinzia parte da casa alle 7.30 e si avvia verso i fossi della Mazzanta con delle buste che contengono carote e pezzetti di pane e con una piccola trombetta richiama gli animali che ormai la riconoscono e le vengono incontro festosi, come se fossero parte della sua nutrita colonia di gatti. Perché Cinzia ha deciso di combattere questa nuova battaglia? «Le nutrie sono oggetto di pregiudizi e violenze perché vengono associate nell'immaginario collettivo a topi e ratti - spiega Cinzia - Occorre che le persone sappiano di più su questi animali ed è per questo che ho deciso di venire qui a dar loro da mangiare». Cinzia è attiva in questo nuovo progetto da p oche settimane, eppure questi animali già la riconoscono e al suono della sua trombetta arrivano a nuoto a prendere il cibo dalle sue mani. Da quando ha iniziato a dedicarsi a questa nuova campagna animalista, Cinzia ha conosciuto molte persone che si sono fermate a chiedere informazioni «Occorre sensibilizzare e fare informazione su questi animali che sono docili e mansueti: in alcuni paesi vengono utilizzati come animali da compagnia e non è vero che attaccano, certo non vanno aggrediti, altrimenti ovviamente loro reagiscono per difesa». La nutria è un roditore dalle modeste dimensioni con abitudini semiacquatiche, molto simile al castoro nordamericano. Ha una dieta vegetariana e proviene dal Sudamerica da cui è stata esportata in tutto il mondo dapprima per bonificare le paludi (si nutrono della vegetazione spontanea e “puliscono” il territorio) e poi per allevarne gli esemplari per la loro pelliccia. Una volta passata la moda molti allevatori le liberarono in natura per non incorrere nelle spese di smaltimento e ad oggi la nutria è una specie naturalizzata protetta dalla Legge Nazionale 157/92. «Molte persone accusano le nutrie di portare malattie e di rovinare gli argini ma anche su questi temi c'è molta disinformazione; i rischi sanitari sono paragonabili a quelli che riguardano un qualsiasi altro animale selvatico mentre sul fronte delle “buche” ci dobbiamo interrogare sulla responsabilità umana, sulla cementificazione, sulla manutenzione ordinaria» spiega Cinzia. Molto spesso si incolpano le nutrie di avere una forte responsabilità nel causare allagamenti ed esondazioni, fatto su cui viene naturale interrogarsi alla luce degli ultimi allagamenti sul territorio. Le buche delle nutrie possono creare problemi qualora sia stata rimossa la vegetazione arborea e arbustiva ripariale «in questo caso basterebbero delle reti metalliche per proteggere meccanicamente gli argini rendendo impossibile lo scavo, senza dover pensare ad abbattere gli animali o far loro del male» spiega Cinzia e aggiunge «dal punto di vista scientifico non si conosce ancora l'entità dei danni riconducibile a questi animali; è ovvio che con una colonia numerosa ci saranno più possibilità ma qui ci sono solo sei nutrie». Cinzia continua ad impegnarsi in questa causa, da qualche giorno accudendo anche qualche cucciolo di castorino appena nato. È aperta a confrontarsi con chiunque fosse interessato ad aiutarla e con chi semplicemente volesse saperne di più su questi animali.

Silvia Trovato

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