Sicurezza
Quando il cibo fa rima con natura
L’incontro per spiegare l’importanza della biodiversità
ROSIGNANO. Una sala piena di ascoltatori attenti e ben felici di assaggiare miele, olio e pane con lievito madre, per l'incontro organizzato venerdì scorso dall'Anpi di Rosignano per il ciclo di “Ma che Italia abbiamo noi?”, laboratorio di discussione sull'Italia. L'incontro dal titolo “Il ciclo del Cibo e la salvaguardia della Terra: Agri–Culture in azione” si è concentrato sul tema del cibo, dell'agricoltura naturale e dello sviluppo sostenibile, grazie al confronto con Primiana Leonardini Pieri, dell'Azienda agricola “Le Macchie”, e Raffaella Nencioni attiva nella onlus “Per Madre Terra”. «Parlare di cibo, agricoltura naturale e sviluppo sostenibile è importante perché ci connette alla dimensione della memoria, dei diritti e della conoscenza» introduce Tiziano Arrigoni. «Il cibo ci connette come esseri umani ed è fondamentale comprendere come nasce, da dove arriva, come sceglierlo» spiega Primiana. «Alle “Macchie” non utilizziamo mezzi meccanici, né fitofarmaci ma lavoriamo sul suolo e sulla sua fertilità; l'agricoltura non può essere esclusivamente dedita al profitto perché gestisce qualcosa che è animato». Raffaella Nencioni racconta il suo percorso di esperienza e crescita interiore in un modo diverso di interpretare la ruralità. «Sono prima di tutto una “mangiatrice” per questo ho iniziato a chiedermi da dove arrivasse il cibo che do ai miei tre figli» spiega Raffaella. L'approccio della permacultura recupera la lentezza, lo studio delle naturali interazioni tra le piante «è nella biodiversità che c'è la resistenza alla vulnerabilità e in questo senso il tempo della conoscenza».
Silvia Trovato
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