Il Tirreno

Insorgono i campeggiatori sfrattati

Insorgono i campeggiatori sfrattati

Ieri mattina in centinaia a Palazzo civico per un incontro con il sindaco Marini. Chiesta almeno una proroga di 24 mesi

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Oltre un centinaio i campeggiatori che si sono riversati ieri mattina sotto palazzo civico, nel centro storico di Bibbona, per chiedere chiarimenti al sindaco Marini sulla nuova normativa imposta da Asbi (azienda speciale del Comune). Si chiede infatti, dopo oltre vent’anni ed entro fine marzo, lo smantellamento delle casette di legno, dei bungalow e di tutte le strutture non più contemplate nelle legge regionale, presenti nel campeggio comunale i Melograni, a Marina di Bibbona. Un caso che riguarda centinaia di campeggiatori, provenienti da tutta la Toscana e dal resto d’Italia, che dagli anni Ottanta ad oggi frequentano il campeggio di Marina e che si sono visti intimare di smantellare tutto nel giro di un mese.

I delegati in Comune. Un gruppo di delegati, appoggiati da un avvocato di Sesto Fiorentino, sono stati ricevuti dal sindaco Fiorella Marini e dai vertici del consiglio d’amministrazione Asbi, anche loro affiancati da legali. Nervi tesi in strada, dove la maggior parte degli affittuari, colpiti dalla notifica, è rimasta ad attendere l’esito dell’incontro e soprattutto dentro all’aula, dove si svolto il confronto. Una situazione preoccupante a tal punto da far intervenire, sul posto, a titolo cautelativo, carabinieri, polizia municipale e gli uomini della Questura di Cecina. Ma nonostante il nervosismo, tutto si è svolto in maniera pacifica.

Sfrattati dopo 20 anni. «Dopo vent’anni ci mandano via, così su due piedi – ha commentato un gruppo di persone tra cui Valerio Valiani, Benedetta Vignini, Marco Morini e Sauro Panatta – è vergognoso. Noi che siamo stati tra i primi ad investire su Bibbona, con tutti i soldi che gli abbiamo portato. Prima ci autorizzano a costruire, abbiamo fatto investimenti importanti, circa 20.000 euro a piazzola, tutti i nostri risparmi. E adesso, che non siamo più convenienti, non si fanno certo problemi ad escluderci. Ci sono persone che hanno stipulato il contratto ad inizio anno con investimenti importanti, cosa gli raccontano ora?» Tra l’altro nel piano di riqualifica del campeggio è prevista la costruzione di una piscina e una zona benessere. «Hanno bisogno di spazio – continuano – e per loro è meglio fare più bungalow da affittare a 800 euro al mese che il nostro pagamento di 2900 euro stagionale. É troppo comodo. Si fa così il turismo: ci chiediamo?»

Chiesta una proroga. I campeggiatori, tramite il loro legale, hanno chiesto almeno una proroga di 24 mesi. «Abbiamo difficoltà a liberare in tempi così stretti – ha detto Sabrina Lumini, tra i delegati presenti all’assemblea. I primi a rimetterci sono i più anziani e poi dobbiamo concordare un vero e proprio piano di esodo, siamo in tanti: solo noi occupiamo circa 380 piazzole. E dove le mettiamo le case? Se le regole valgono per tutti anche negli altri campeggi non ci possono ospitare e le spese di trasporto sono care: si parla di circa 5000 euro. É un vero pasticcio. Siamo costretti a rivenderle ma chi ce le compra ormai personalizzate? Chi ripaga il danno?»

E poi si punta il dito contro i tempi di comunicazione. «Ci hanno avvertito della riunione – conclude Lumini – una settimana prima e su facebook! Neanche una chiamata. Poi ci hanno avvisato che non potevamo venire in branco sotto il comune perché non consentito senza un preavviso. Non ci resta che sperare nella proroga, per ora loro non si smuovono».

Divina Vitale

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