Sicurezza
Solvay contesta la vertenza sui pozzi
Secondo l’azienda non c’è contesa tra usi civili e industriali: «Nel Cecina acqua in abbondanza»
MONTESCUDAIO. «Non c’è nessuna competizione sugli utilizzi dell'acqua di falda». Così Solvay interviene sulla vertenza che la vede opposta al Comune di Montescudaio, il quale ha avuto ragione dal Tribunale delle acque che ha ritenuto prioritario l’uso a scopi civili dell’acqua potabile, anche da pozzi privati.
Secondo l’azienda chimica «il contenzioso non si riferisce a una presunta competizione tra l'utilizzo di acqua di falda ad uso potabile o industriale; la vicenda fa invece perno su aspetti giuridici complessi e molto puntuali sulla gestione di pozzi di emungimento, qualunque ne sia l'utilizzo».
Infatti, all'interno del proprio ricorso, «Solvay non ha mai messo in discussione le priorità circa la destinazione dell'acqua di falda, essendo queste, peraltro, già normate dalla legge vigente. Nel caso specifico, Solvay ha dovuto agire in forma cautelativa a tutela dei propri pozzi regolarmente autorizzati, per chiedere il rispetto della distanza minima che deve essere mantenuta da un pozzo nuovo rispetto ad uno già esistente per evitare interferenze, visto che la legge non fa distinzione tra pozzi di acqua potabile o per uso industriale. Se nel caso in questione è provata l'assenza di tali interferenze, Solvay è ben lieta di prenderne atto».
Al di là degli aspetti processuali specifici ed entrando nel merito della disponibilità di risorsa idrica nella Val di Cecina, Solvay ricorda i risultati di uno studio diffuso dalla Regione Toscana nel corso di una riunione tecnica del dicembre 2012, realizzato con il supporto degli enti locali (Province di Livorno e Pisa e Comuni interessati) e della segreteria del Comitato tecnico di Bacino Toscana Costa. Secondo tale studio, «nell'asta del fiume Cecina che va da Saline di Volterra a Casino di Terra, sono disponibili annualmente circa 40 milioni di metri cubi di acqua di falda, a fronte di un consumo accertato, nel 2011, per usi civili ed industriali, di 15 milioni di metri cubi: da ciò si deduce come, annualmente, circa 25 milioni di metri cubi di acqua di falda rimangano disponibili per qualsiasi ulteriore necessità».
Solvay conferma infine «il proprio impegno nel rispetto delle normative e delle disposizioni di legge, nell'ambito di una tematica come quella riguardante la risorsa idrica, nei confronti della quale sono elevati sia l'interesse che la sensibilità dei cittadini del nostro territorio, delle Istituzioni e, certamente non da ultimo, di Solvay stessa».
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