Risarcimenti per l’alluvione Cecina ha fatto richiesta
Il sindaco elogia la macchina dei soccorsi e le opere di contenimento del fiume «É stata una scelta oculata». Proseguono gli interventi di messa in sicurezza
CECINA. Apprezzamenti per il lavoro svolto dalle associazioni di volontariato durante la piena di venerdì scorso. E un po' anche per la lungimiranza (parola di amministrazione) con cui sono state realizzate alcune opere di contenimento, come gli argini. Con un preciso intento: arrivare a completare l'opera di messa in sicurezza del fiume, per il quale sono stati stanziati 1,5 milioni di euro, di cui 600mila da fondi regionali, che partiranno entro la fine dell'anno, il prima possibile. «Forse per realizzare questi progetti - afferma il sindaco Stefano Benedetti nel corso della conferenza stampa che si è tenuta ieri mattina - abbiamo sacrificato qualcosa. Oggi, con una piena che avrebbe potuto fare danni come nel '93, possiamo dire di essere soddisfatti delle scelte fatte».
Certo questo non vuol dire che danni non ce ne sono stati. Il territorio cecinese non ne è stato immune, come del resto hanno riportato le cronache locali. I rilevatori per misurare il livello del fiume segnavano 7 metri e mezzo prima di rompersi, e sono serviti solo 20 minuti per raggiungere il picco di piena, che è stato rilevato intorno alle 11 di mattina, tanto da far pensare a una piena come nel '66. Zone come la Magona, la Cinquantina, la Mazzanta, l'area artigianale di Palazzi, hanno subito drastici allagamenti. Intanto la Regione ha indetto lo stato di calamità naturale e predisposto i primi fondi, ma le aree che ne potranno beneficiare sono ancora da stabilire. Qualora Cecina vi rientrasse, potranno essere chiesti risarcimenti per l'alluvione fino ad un massimo di 5mila euro per redditi Isee inferiori ai 36mila euro.
Per la tavola rotonda dell'amministrazione presente ieri alla conferenza stampa, oltre a Benedetti c'erano gli assessori Giamila Carli, Monica Mansani, Enrico Pieraccini, Michele Grosso e il vice sindaco Antonio Garigali, più i tecnici del Comune Valeria Bertodo e Silvia Fiaschi, e il responsabile della protezione civile cecinese Valerio Calderini, i ringraziamenti vanno a tutte le associazioni di volontariato che sono intervenute, alcune delle quali già impegnate nella ricerca del disperso Vanni: le Pubbliche Assistenza di Cecina, Rosignano, Bibbona, Castellina, le Croce Rossa di Donoratico, Guardistallo, Rosignano, le Misericordie di Palazzi, Castagneto e Riparbella. Infine un ringraziamento speciale va ai ragazzi del Rugby Cecina ed agli scout, nonché alle forze dell'ordine e ai vigili del fuoco, nonché agli operai del Comune ancora impegnati nelle ultime opere di risanamento.
Per Benedetti «alcuni accorgimenti presi in precedenza, come allargare la foce del fiume da 20 a 50 metri con i lavori per il nuovo porto, la realizzazione di argini tra la variante e il ponte dell'Aurelia, comunque ancora da completare, la realizzazione di quelli tra il ponte dell'Aurelia e il ponte della Ferrovia, e altri che dovranno essere realizzati tra il ponte della Ferrovia e il ponte di Marina, perché anche la pista ciclabile non può essere considerata un vero argine, hanno dimostrato che alcune nostre scelte, che erano state criticate, ci hanno dato ragione, non permettendo a questa piena di rimanere nella memoria storica della città». Liquidate invece come assurde, le pretese che opere di messa in sicurezza siano legate al patto di stabilità. Da Carli due ulteriori elementi di riflessione: la realizzazione di un nuovo ponte per Marina di Cecina, a carico della società che costruisce il porto, più i lavori per il collettore di via Don Minzoni, che sono da ultimare e che hanno impedito l'isolamento di Marina di Cecina dal resto della città.
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