Sicurezza
I campeggiatori dei Melograni in rivolta convocato un incontro con l’Asbi e il sindaco
Campeggiatori in rivolta contro le nuove disposizioni inoltrate dall’Asbi (azienda speciale del comune di Bibbona) che gestisce, tra l’altro, anche il campeggio comunale
MARINA DI BIBBONA. Campeggiatori in rivolta contro le nuove disposizioni inoltrate dall’Asbi (azienda speciale del comune di Bibbona) che gestisce, tra l’altro, anche il campeggio comunale I Melograni. Ad allarmare gli “affittuari” tanto da richiedere un incontro urgente con il sindaco (che si terrà stamani in Comune), la richiesta di adeguamento alle normative vigenti per sviluppare un vero e proprio progetto di riqualifica. Tra l’altro proprio il campeggio comunale, assieme ad altri di Marina, è stato raggiunto, da tempo, da un “procedimento amministrativo sanzionatorio”, a cui si è affiancata l’apertura di un fascicolo da parte della polizia municipale in relazione a “presunta violazione della normativa relativa ai vincoli paesaggistici”. Una normativa molto discussa quella alla base delle strutture ricettive all'aria aperta che si incrocia con la materia edilizio-paesaggistica ed urbanistica. «É necessario – spiega la delibera del consiglio d’amministrazione dell’azienda - individuare regole chiare, cui la gestione della struttura e i clienti della stessa debbono attenersi - al fine di garantire il perseguimento degli obiettivi di riqualificazione e miglioramento dell'immagine complessiva del campeggio, con particolare riferimento alle caratteristiche ed alla tipologia delle attrezzature che possono essere installate nelle piazzole del campeggio comunale». Si possono installare solo mezzi mobili di pernottamento con relativi accessori, cioè roulotte o camper con veranda e cucinotto entrambi in tela, oppure tende o carrelli tenda facilmente smontabili. Gli ospiti del campeggio che ad oggi hanno attrezzature non corrispondenti a tali caratteristiche devono, al fine di poter concordare la stipula del nuovo contratto, adeguare la proprie strutture, oppure liberare la piazzola entro la scadenza contrattuale del marzo prossimo. Pena l'espulsione.
«La nostra richiesta, volta a rispettare le regole di legge - ha spiegato Enzo Mulè, presidente dell’Asbi – ha destato molto clamore. D’altronde nel nostro interesse vi è la pura riqualificazione della struttura di proprietà comunale e l’allontanamento di procedure giudiziarie. Insomma vogliamo che le regole siano rispettate. Gli affittuari stagionali devono adeguarsi alle nuove norme altrimenti siamo costretti a risolvere il contratto. L’unica cosa su cui si può puntare il dito, semmai - ammette - può essere la mancanza di tempestività nella comunicazione. Visto che siamo ai primi di febbraio e il contratto termina a fine marzo. Ad ogni modo nella riunione di domani (oggi, ndr) con il sindaco e una delegazione di rappresentanti interessati dal problema affronteremo la questione per cercare una soluzione il più condivisa possibile».
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