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Campanelli: «Ormai non asfaltano più neanche le strade»

Campanelli: «Ormai non asfaltano più neanche le strade»

CECINA. Mette in risalto l’immobilismo, Pietro Campanelli, di “Cecina democratica e riformista per cambiare”, che accusa la giunta di aver “abbandonato la nave” al suo destino. «Fino a qualche anno...

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CECINA. Mette in risalto l’immobilismo, Pietro Campanelli, di “Cecina democratica e riformista per cambiare”, che accusa la giunta di aver “abbandonato la nave” al suo destino. «Fino a qualche anno fa aspettavamo le consultazioni amministrative comunali per veder ridare qualche lustro al territorio comunale come asfaltare qualche tratto di strada o qualche tratto di marciapiede sconnesso - scrive Campanelli -. Questa volta, a tre mesi dalle consultazioni non riusciamo a vedere ancora niente di tutto questo, così le transenne malmesse intorno al vecchio palazzo comunale e intorno al distributore di Marina restano, le buche e i dossi delle radici dei pini non si contano, le strade di campagna sono impercorribili, alcuni parcheggi sono ancora sterrati ed il solo parcheggio asfaltato di nuovo è inspiegabilmente in attesa di collaudo oramai da mesi. Sono queste le cose più semplici che in altri tempi avrebbero primeggiato almeno sotto elezioni amministrative. Ma questa volta l'immobilismo è totale e si ha la sensazione che la nave sia stata lasciata al suo destino senza un timoniere ed alcun equipaggio, o se all'interno del palazzo qualcuno è ancora presente, si ha la sensazione che sia oramai rassegnato ad aspettare l'epilogo della conclusione del proprio mandato senza dire e senza fare, con il solo impegno partitico nella baruffa e nella scelta dei candidati da far primeggiare alle primarie». Aggiunge Campanelli: «In compenso, in questa sorta di grigio immobilismo amministrativo reso ancor più grigio dalla drammatica situazione economica, dove sempre più numerose famiglie ed attività sono sul lastrico, due aspetti di rilievo risaltano però evidenti e che tendono ad aiutare ed a risollevare il morale dei cittadini: la sorda rovina che ogni giorno si perpetua negli angoli nascosti delle slot machines; lo sprezzante colore arancio delle sei nefaste macchinette del controllo della velocità che "sadicamente" sono state o saranno a breve rese operative per rapinare, in entrambi i casi, gli ultimi soldi rimasti nelle tasche dei cittadini e per racimolare gli ultimi spiccioli per cercar di far fronte a quell'austero patto di stabilità, figlio di una annosa inefficienza amministrativa. Mi sembra giusto che tutto questo avvenga in periodo di consultazioni, ma la mia opinione non cambierebbe se, come accade, avvenisse anche in qualsiasi altro periodo, in quanto ritengo che tutto questo possa servire oltre che a risollevare il morale della gente, anche a far riavvicinare il cittadino verso questo modo di gestire la cosa pubblica e di fare politica».

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