La manifestazione
Magona, la protesta dei residenti
Scantinati e garage allagati. «L’impianto idraulico non ha funzionato»
CECINA. A meno di una settimana dall’alluvione che ha colpito Cecina continua la conta dei danni. A fare le spese della piena del fiume è stato in particolar modo il quartiere Magona. Lo ricordiamo, la zona del polo tecnologico è stata sommersa; allagati i garages, saltata la centralina elettrica (oltre 10 ore di blackout) e disagi per residenti e professionisti che lavorano al Polo tecnologico. Ma l’attenzione e la rabbia di chi ha acquistato un appartamento in quella zona oggi si concentrano su un intervento realizzato neanche un anno fa che avrebbe potuto almeno contenere i danni. Le quattro pompe istallate nei blocchi antistanti al Polo tecnologico e arrivate insieme al consolidamento degli argini non sono entrate in azione. E, proprio in questi giorni, i tecnici erano al lavoro intorno ai dispositivi per venire a capo del mancato funzionamento.
"Le pompe sono state installate solo questa estate, si trovano in un punto strategico, vicine agli argini e a ridosso delle abitazioni – dice Gioia Palandri, una residente – onestamente non comprendiamo perché non abbiano fatto il loro dovere".
La questione è molto delicata e, a quanto pare, qualche residente starebbe pensando all’esposto in Procura per individuare eventuali responsabilità sul blackout alle pompe. C’è un altro punto su cui insistono i residenti della Magona. "Siamo a ridosso del fiume – continua Palandri – ma nessuno si è preso la briga di avvertirci che l’acqua stava per allagare tutto il quartiere". Secondo diversi cittadini un allarme preventivo avrebbe potuto prevenire parte dei disastri che poi si sono verificati. A partire dall’inondazione delle auto (di cui una d’epoca), dei motorini e del materiale da lavoro all’interno dei garage. E anche in questo caso i residenti si stanno attrezzando per vedere se ci sono gli spazi per chiedere un risarcimento danni, magari attraverso un’azione collettiva. Il disastro, per fortuna, si è completato solo a metà perché ad un blocco di box non era stata concessa l’agibilità e i proprietari non potevano parcheggiare al loro interno le automobili.
Rino Bucci
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