Il Tirreno

Maffi si converte, Palazzi cambia

di Andrea Rocchi
Maffi si converte, Palazzi cambia

Residenza da 40 posti letto, area per disabili, fisioterapia e ambulatori. Anche alloggi dal recupero dell’area

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CECINA. In pochi anni cambierà volto. Fondazione Maffi sta lavorando, insieme all'amministrazione comunale, all'Asl 6 e alla Regione Toscana, per ridisegnare l'attività di assistenza sul territorio in base ai mutati bisogni e le nuove domande di servizi. Significa che, una volta completato il progetto, il piano attuativo per la scheda urbanistica C43 dell'Utoe 6 cambierà i connotati di un pezzo di storia di San Pietro in Palazzi: la casa di assistenza che non molto tempo fa è arrivata a dare risposte addirittura fino ad 800 ospiti ed oggi ne accoglie poco più di un centinaio.

L'ipotesi più accreditabile, anche alla luce della contrazione delle domande e all'acquisizione - da parte della Fondazione Maffi - delle due residenze sanitarie assistite di Cecina (Via Montanara) e Rosignano Solvay (via delle Pescine) - è che a Palazzi rimanga comunque "la testa" della fondazione, con gli uffici, ma che l'offerta dei servizi venga modificata.

Lo conferma il sindaco Stefano Benedetti che parla di una "riconversione delle attività, alla luce delle nuove esigenze, per mantenere il livello occupazionale finora garantito". Questo, del resto, sta scritto anche nel nuovo regolamento urbanistico appena adottato dal Comune e che presto dovrà andare in approvazione.

Intanto bisognerà rivedere il protocollo d'intesa siglato nel novembre 2010 oltre che col comune con la Regione Toscana e l'Asl 6 e che stabiliva l'impegno di Maffi a realizzare ex novo una struttura di assistenza per i pazienti in coma vegetativo da 20 posti letto.

Revisione che è in atto, anche perché nel frattempo Maffi è partita aprendo un modulo da 10 posti letto (inaugurato nel marzo scorso) lanciando il Progetto Aurora, indubbiamente importante ma da costi decisamente più ridotti (350mila euro) rispetto al centro nuovo di zecca.

Un progetto che ha comportato la riqualificazione di una parte del personalle.

L'ipotesi che prende quota, al momento, è che a San Pietro in Palazzi resti il centro direzionale con una residenza sanitaria ridotta (40 posti), un centro di residenza per disabili (da 20 posti) e l'attivazione di una serie di ambulatori di riabilitazione e servizi vari (c'è anche allo studio la possibilità di aprire l'attività di logopedista, fa notare il sindaco).

Potrebbero finire qui, si dice, anche alcune attività che Casa Maffi ha allestito con successo a Collesalvetti.

Le prescrizioni della scheda urbanistica per il complesso Maffi (stretto tra l'Aurelia, via Tito Speri, via Mameli e a nord la chiesa) prevedono la riqualificazione dell'area mediante il riuso del patrimonio esistente. E' ammesso un intervento edilizio di ristrutturazione urbanistica con demolizione e ricostruzione.

Il riferimento è alla palazzina di 7 piani di via Mameli che dovrà essere recuperata ad edilizia residenziale. Su una superficie complessiva di 4200 metri quadrati, 420 saranno quelli di edilizia residenziali che verranno completati. Oltre a residenze troveranno spazio servizi, attività urbane mentre - ricorda Benedetti - c'è un accordo con Maffi perché la stessa ceda al Comune di Cecina l'area dove ci sono gli uffici ed un piccolo campo sportivo.

"L'obiettivo è di riqualificarla e collegarla alla piazza dei Mille, rendendola fruibile ai residenti", chiude il sindaco.

Sui tempi dell’operazione non ci sono ancora certezze, ma Maffi e istituzioni stanno lavorando a partire proprio dalla revisione del protocollo d’intesa sottoscritto quasi 4 anni fa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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