Il Tirreno

LE FAMIGLIE

«Il Comune metta soldi per la scuola»

CECINA. Alcuni genitori degli alunni che frequentano le classi del primo circolo didattico chiedono un contributo del Comune a sostegno della scuola pubblica. Questo a fronte della richiesta

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CECINA. Alcuni genitori degli alunni che frequentano le classi del primo circolo didattico chiedono un contributo del Comune a sostegno della scuola pubblica. Questo a fronte della richiesta di contributi volontari alle famiglie per arricchire l’offerta frmativa. «Il 3 febbraio sono partite le iscrizioni per l'anno scolastico 2014/2015 - scrivono - e come genitori siamo stati convocati dalla dirigente scolastica che ci illustrerà le circolari ministeriali contenenti novità sui “contributi volontari scolastici delle famiglie”, in particolare viene messo in chiaro che questi ultimi sono “volontari, non obbligatori e detraibili; vanno usati con trasparenza; i genitori possono finalizzare il loro contributo; non ci si possono pagare le spese amministrative”».

E ancora: «A fronte delle forti riduzioni della spesa pubblica che hanno caratterizzato gli ultimi anni, i dirigenti scolastici affidano al portafoglio dei genitori la formazione dei propri figli e così la scuola pubblica, da luogo dove le differenze sociali dovrebbero incidere il meno possibile, capace di garantire eguale trattamento a ciascun individuo, rischia di diventare un ennesimo luogo di discriminazione: i costi delle attività integrative vengono scaricati sulle famiglie, gran parte delle quali non ha risorse economiche per sostenerli e chi le ha può decidere come finalizzare il suo contributo, decidendo così anche per gli altri. Anche a Cecina la dirigente scolastica ci ha chiesto di versare il contributo volontario come “ampliamento dell'offerta formativa”, spiegando che questo contributo porterà dei benefici alla scuola frequentata dal bambino, sorvolando però sul fatto che questi benefici si otterranno solo in base alla portata dei contributi versati per ogni plesso e quindi ci saranno scuole che avranno più fondi da spendere rispetto ad altre».

«Nel frattempo il Consiglio Regionale della Toscana, a fine 2013, ha votato un sostegno di 1 milione e 500mila euro per le famiglie che mandano i figli alle scuole paritarie private e il Governo Letta ha fatto un super-regalo agli istituti cattolici concedendo alle Regioni di poter spendere 220 milioni in deroga al Patto di Stabilità; mentre si chiede il famigerato “contributo volontario” che nei fatti è divenuto obbligatorio e senza il quale le scuole non potrebbero funzionare, si regalano soldi pubblici alle scuole private: un vero attacco alla scuola pubblica se appunto consideriamo com'è ridotta a causa della carenza di strutture e materiali, delle condizioni precarie degli insegnanti e di tutto il personale scolastico!

In tutto questo il Comune di Cecina che ruolo ha? Il Comune di Cecina versa nelle casse scolastiche del 1° Circolo Didattico solo 11 mila € per la mensa (7 mila € divisi per sei scuole) e per la gestione dei plessi (4 mila € divisi per sei plessi). Ci chiediamo se, considerata la situazione sempre più difficoltosa dei propri concittadini, il consiglio comunale non possa versare più contributi per la scuola pubblica anziché utilizzarli per opere che non danno benefici alla cittadinanza, oppure utilizzare i fondi vincolati del Patto di Stabilità».

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