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Boom di nuovi poveri ma i fondi pubblici sono stati dimezzati
L’anno scorso 323 famiglie hanno avuto i contributi-affitto Ciaffone: «Stanziati 300mila euro per l’emergenza abitativa»
Da una parte aumentano in modo evidente ogni anno le famiglie meno abbienti, dall'altra le risorse messe a disposizione dal Comune per i contributi per il sostegno al pagamento dell'affitto e delle utenze domestiche sono sempre meno.
«I contributi – sostiene l'assessore alle politiche sociali Elena Ciaffone – funzionavano finché la situazione generale era abbastanza stabile, i cittadini bisognosi erano quasi sempre gli stessi e sapevano come muoversi».
«Le nuove famiglie in difficoltà invece, che si trovano di punto in bianco a non riuscire più a pagare l'affitto o le utenze, non sanno nemmeno quali strumenti hanno a loro disposizione», sottolinea Ciaffone.
Numeri alla mano, nel 2013 sono stati 323 i beneficiari del contributo per il sostegno al pagamento dell'affitto e 268 coloro che sono risultati idonei per quello delle utenze. Dai 298 beneficiari del contributo per l'affitto nel 2010, sono incrementati sia l'anno successivo (307) che nel 2012 (334).
Una escalation attestata anche nel caso delle utenze domestiche. I cittadini infatti che hanno richiesto un aiuto economico per pagare le bollette di luce e gas e che sono risultati idonei secondo i requisiti del bando (residenza, limiti di reddito e copia delle ricevute delle utenze attestante il gravame della spesa) sono stati 217 nel 2011, 247 l'anno successivo e 268 nel 2013.
Un incremento di nuclei familiari meno abbienti che ogni anno hanno visto diminuire i fondi a loro disposizione. Nel caso di quelli per le utenze, in mancanza di risorse sufficienti il comune nel 2011 ridusse il contributo assegnabile ai richiedenti con l'attestazione Isee più bassa da 400 a 370 euro e quelli nella seconda fascia da 340 a 315 euro per un importo totale di circa 72 mila euro che non teneva in considerazione le morosità dei richiedenti nei confronti dell'ente.
Diminuiti ancora del 24% nel 2012 (rispettivamente a 304 e 258 euro) per un importo complessivo di circa 68 mila euro (9 mila dei quali sono stati decurtati per compensare i debiti dei richiedenti nei confronti dell'ente). Situazione simile, e quindi molto allarmante, anche nel 2013, anno in cui dell'importo complessivo di circa 82 mila euro, più di 24 mila sono stati utilizzati per compensare i debiti di 77 richiedenti per contravvenzioni al codice della strada o mancato pagamento della Tarsu.
Il progressivo crollo del tesoretto che in passato era disponibile per il contributo agli affitti è stato negli anni ancor più drastico.
Da una parte il Comune e dall'altra la Regione, hanno diminuito entrambi le risorse arrivando addirittura a dimezzarle nell'arco di tre anni (dei 436 mila euro nel 2010 sono stati infatti ridotti a 232 mila euro nel 2013).
«Dal momento che i contributi per l'affitto risolvono solo parzialmente i problemi e visto l'incremento generale del disagio (nell'ultimo anno sono aumentati anche i pacchi viveri del 20%) – dice l'assessore – abbiamo deciso di tenerci più larghi sul fondo per le emergenze abitative».
«Il Comune - termina Ciaffone - paga infatti intorno ai 300 mila euro all'anno per l'affitto di 30 appartamenti nei quali vivono per la maggior parte famiglie italiane con minori o con disabili e non ha mai richiesto l'intervento delle forze pubbliche per uno sfratto».
Elisa Pastore
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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