Il Tirreno

Sfida tra Lippi e Costagli per le primarie cecinesi

Rino Bucci
Sfida tra Lippi e Costagli per le primarie cecinesi

Gli altri due candidati del Pd non hanno raggiunto il numero di firme necessario per partecipare. Ma Francesco Conti non ci sta: «C’è qualcosa che non torna»

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CECINA. Sarà una corsa a due. La consegna delle firme alla commissione di garanzia del Pd dimezza il numero dei candidati per le primarie. Per la convalida dei risutati, secondo la liturgia del partito si dovrà aspettare fino a martedì. Si sa già, però, che il quorum, fissato a 76 sottoscrizioni, l'hanno raggiunto solo in due: Samuele Lippi, con 104 firme, e Emiliano Costagli, con 88. Salvo colpi di scena clamorosi (che non sono comunque mancati in questi giorni) saranno loro due a giocarsi la sfida per strappare la pettorina a candidato sindaco del Pd. Restano dunque fuori Katia Calderone, che ha raccolto 23 firme, e Francesco Conti, 63. Dunque, nonostante dall'8 dicembre (con l’elezione di Renzi a segretario nazionale) ogni candidato si affretti a rifuggire vecchie appartenze a correnti e movimenti, alle urne delle primarie mancherà il candidato renziano. Un gap a cui ha di certo concorso il mancato accordo tra gli esponenti di "Cecina Adesso" (poi scisso in due) e quelli di Ldc. Ce l'ha fatta, invece, Emiliano Costagli l'avvocato di estrazione civatiana (anche se dalla sua squadra dicono che non ha più senso dare definizioni) e che all'inizio era dato per outsider. Nel giro di pochi giorni è riuscito a ottenere 88 firme, di cui la maggior parte nella roccaforte dell'apparato, San Pietro in Palazzi. «Voglio ringraziare tutti - ci aveva detto - perché intorno a noi c'è stato un entusiasmo e un'apertura incredibile e che non mi aspettavo». Praticamente scontato il risultato di Samuele Lippi: il segretario di Federazione resta ad oggi il favorito e può contare sul consenso di una base solida. «Questo primo risultato mi fa felice - dice - voglio ringraziare chi ha firmato per me, ma anche chi aveva detto che l'avrebbe fatto e poi si è smentito. Ora andiamo avanti». Tutt'altro l'umore di Francesco Conti; il candidato spuntato una settimana fa dal cilindro di una costola degli Adesso e da Ldc ce l'ha messa tutta. «Aspettiamo fino a martedì prima di prendere posizione anche se dico già ora che c'è qualcosa che non mi torna - spiega -. Come ci comporteremo? Di certo sarà più difficile trovare una convergenza con Lippi, mentre il programma di Costagli è più vicino al nostro». C'è la netta sensazione che martedì prossimo, quando i risultati saranno definitivi, ci sarà da registrare un codazzo di polemiche anche perché ieri pomeriggio a Livorno (per Cecina c'erano Alessandra Meini e Federico Lorussi) la commissione ha invalidato diverse firme, soprattutto di iscritti che non avevano rinnovato la tessera. E del resto lo stesso Conti non più di due giorni fa si era lamentato del fatto di aver ricevuto dalla Federazione la lista degli iscritti cecinesi «con numeri incompleti». Una lista che, insomma, avrebbe trasformato la caccia alla firma in una caccia al tesoro. Sceglie il profilo soft Katia Calderone, la prima a candidarsi (lo fece la sera della rinuncia del sindaco Stefano Benedetti). «Dal 9 marzo, dal giorno del voto per le primarie - dice - sarò a disposizione del candidato. In questo momento invece non ho nessuno da sostenere». Ma poi rivela: «Riuscire ad avere le sottoscrizioni era difficile. Specialmente quando ti poni in posizione di rottura». A questo punto tocca al segretario dell'Unione Benedetto Roventini che dovrà sondare gli alleati e avere da loro il nome dei candidati a sindaco per completare la rosa della coalizione in vista del 9 marzo.

 

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