Il Tirreno

MALTEMPO»IL GIORNO DOPO

di Andrea Rocchi
MALTEMPO»IL GIORNO DOPO

CECINA. Il giorno dopo la piena è quello in cui si contano i danni. Ingenti. A partire soprattutto da quelli riportati dalle aziende travolte dall’ondata di acqua e fango: alcuni capannoni dell’area...

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CECINA. Il giorno dopo la piena è quello in cui si contano i danni. Ingenti. A partire soprattutto da quelli riportati dalle aziende travolte dall’ondata di acqua e fango: alcuni capannoni dell’area artigianale, la discoteca Tinì al Fiorino, l’azienda di frammentazione inerti della Cotar e il Verde Riviera sulla ’68. Poi ci sono le abitazioni: decine di scantinati, soprattutto alla Magona, le abitazioni delle Gorette, le villette della Mazzanta. Infine ci sono i danni alla foce del porto. Le imbarcazioni dei pescatori inghiottite dalla corrente e, l’ultima scoperta, un tratto del molo dalla parte della caserma Villa che ha ceduto.

15 famiglie a rischio. Molti i problemi anche per la cooperativa Cotar di Riparbella, colpita dall’alluvione di venerdì. Il Consorzio trasportatori artigiani rosignanesi e il suo presidente, Giacomo Grassi, sono in difficoltà. Ieri mattina, i soci erano sul piazzale per ripulire i macchinari e tentare una stima dei danni. Servirà però l’intera prossima settimana prima che l’attività riprenda in modo regolare. L’azienda produce materiali inerti per l’edilizia, ossia sabbie, pietrisco e stabilizzati per le strade ma la pioggia ha fermato la produzione provocando danni pure all’impianto elettrico. La coop impiega 15 persone, esiste dal 1976 ed ha una seconda sede a Rosignano . «Nei prossimi giorni – dice il presidente – proveremo a quantificare i danni. Intanto, abbiamo parlato con il sindaco di Riparbella per capire se esiste la possibilità di ottenere un rimborso, perché l’azienda da sola non ce la farebbe. Intanto lavoriamo senza sosta per ripartire quanto prima».

Tinì, danni ingenti. Il momento a Montescudaio più difficile si è registrato intorno alle ore 9, quando non solo la piena del Cecina aveva trasformato i laghetti di Casagiustri in un unico enorme invaso che stava arrivando a lambire anche la variante Aurelia, poi chiusa al traffico per almeno due ore tra le uscite di Cecina Nord e Cecina centro. I problemi maggiori si sono registrati per lo straripamento del torrente Linaglia che, in corrispondenza dell’incrocio tra via Curtatone e la strada provinciale dei Tre Comuni ha invaso scantinati e parte dei primi piani di alcune abitazioni. Fortunatamente gran parte della frazione di Fiorino sorge in una posizione sopraelevata rispetto al Linaglia, con esclusione proprio di alcune abitazioni proprio al confine con il comune di Cecina (e a pochi metri dalla discoteca Tinì fortemente danneggiata). .

Ora completiamo gli argini. «Senza l’argine realizzato lo scorso anno tutta la frazione di Palazzi sarebbe stata sommersa» dice oggi Lia Burgalassi che da mercoledì ha coordinato per il comune la macchina della protezione civile. Vanno completati i lavori, rallentati dalla burocrazia. Una parte già in corsa in zona Magona, gli altri tra il ponte sulla ferrovia e la foce. Qui - ricorda il sindaco Benedetti -c’è il progetto del Comune per il latodella pista ciclabile (abbiamo 800mila euro stanziati, ne serviranno altri 500 circa. Ma nel 2014 dobbiamo partire. Questo intervento è fondamentale per la sicurezza di Marina». L’ altro lavoro è la foce nord: 2,5 milioni a carico della società costruttrice del porto, necessario per la tranquillità delle Gorette. «Purtroppo - si sfoga Benedetti - viviamo con l’assurdità che i vincoli del patto di stabilità non esistono più solo quando c’è da ricostruire, dopo che ci sono stati i datti. Ma restano per le opere di prevenzione come quelle da noi in parte già realizzate». Ieri intanto sorvegliato speciale è stato il ponte di Marina. Ok al transito dopo il sopralluogo di tecnici comunali e dei vigili del fuoco.

Coldiretti: verifica sul porto. Chiedono una verifica attenta degli effetti che la costruzione del porto di Cecina possa aver avuto sull'esondazione del fiume. Ieri mattina Simone Ferri Graziani, presidente della Coldiretti provinciale, insieme ad alcuni associati ha organizzato un sopralluogo nelle campagne colpite dall'esondazione del Cecina. «Ci sono senza dubbio stati danni - spiega Ferri Graziani - alle colture, che per fortuna in quella zona non sono molto dense. Comunque abbiano forti dubbi sui lavori effettuati per la realizzazione del porto, quell'intervento ci sembra da studiare». Ferri Graziani chiede "indagini per verificare la situazione del fiume, considerando come scorreva in passato e come scorre adesso, colmo di impedimenti a causa della costruzione del porto. Adesso le acque del Cecina hanno una regimazione strana».

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