Il Tirreno

Giallo sulla morte di Vanni Sparito l’orologio d’oro

di Anna Cecchini
Giallo sulla morte di Vanni Sparito l’orologio d’oro

Il corpo è stato trovato in via del Poggetto, nei boschi di Guardistallo I carabinieri indagano sugli incontri avuti dall’uomo prima della scomparsa

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CECINA. Non aveva l’orologio d’oro né l’anello raffigurante una sterlina, ambedue oggetti preziosi dai quali non si separava mai. Tanto che i carabinieri, nella descrizione fornita il giorno dopo la scomparsa, hanno specificato che aveva con sé quei preziosi.

È stato trovato ieri all’ora di pranzo, nei boschi di Guardistallo, il corpo di Feliciano Vanni, il falegname scomparso da martedì scorso. E al polso dell’artigiano non c’era l’orologio di oro giallo, né al suo dito l’anello. Un particolare di non poco conto, che apre un ampio ventaglio di ipotesi sulla morte di Vanni.

Il corpo dell’uomo è stato trovato ieri intorno all’ora di pranzo nei boschi lungo via del Poggetto, la strada che da Cecina sale verso Guardistallo. Il cadavere del falegname era riverso a terra, a fianco della sua auto (una Mitsubishi Pajero verde scuro) che aveva lo sportello aperto, dalla parte del posto di guida. A scoprirlo, in una radura che si trova un centinaio di metri all’interno rispetto alla carreggiata, alcuni passanti che stavano passeggiando e che hanno avvertito i carabinieri.

Vanni è stato trovato completamente vestito (con gli abiti che indossava martedì scorso) e dall’esame esterno del corpo effettuato dal medico legale Luigi Papi è emerso che potrebbe essere morto da alcuni giorni (forse proprio quello in cui si è allontanato da casa) e sembra non siano emersi segni di violenza. Questo fa presupporre agli investigatori - della vicenda si occupa il Nucleo investigativo dei carabinieri di Livorno - che il falegname settantaquattrenne sia morto a causa di un malore.

In realtà sul decesso di Vanni si apre un giallo. Che potrebbe essere collegato proprio al fatto che addosso al cadavere non sono stati ritrovati gli oggetti preziosi che l’artigiano, padre di tre figli, era solito indossare. C’è da chiedersi che fine abbiano fatto l’orologio e l’anello, che qualcuno dice avessero un valore elevato. Forse Vanni è stato derubato, oppure ha “ceduto” spontaneamente i preziosi. Fatto sta che gli oggetti sono spariti e gli inquirenti dovranno capire se a questo sia in qualche modo collegato il decesso.

In verità, il primo interrogativo sull’intera vicenda riguarda il luogo in cui sono stati ritrovati il corpo di Vanni e la sua auto. Ammesso che ci sia arrivato alla guida della Mitsubishi, come mai l’artigiano è andato nei boschi intorno a Guardistallo? C’è da chiedersi se lì avesse dovuto incontrare qualcuno o se invece, su via del Poggetto, sia arrivato già in compagnia. Le bocche degli inquirenti sono cucite, ma è evidente che l’intera vicenda non è molto chiara. E di certo le indagini proseguiranno con l’intento di ricostruire gli ultimi incontri che l’artigiano potrebbe aver fatto prima di svanire nel nulla.

Le ricerche di Feliciano Vanni, che in passato aveva fondato l’omonima falegnameria nella zona di Poggio Gagliardo, sono partite mercoledì. A denunciarne la scomparsa alla compagnia carabinieri di Cecina è stata la figlia. La donna ha raccontato che il padre, il giorno precedente, era uscito di casa la mattina e poi di lui si sono perse le tracce. I carabinieri di Cecina, insieme alla protezione civile e ai vigili del fuoco (con le unità cinofile), lo hanno cercato per vari giorni anche con l’utilizzo dell’elicottero. Ma dell’artigiano si sono perse le tracce, mentre i carabinieri di Cecina hanno tentato di ricostruire le ultime ore prima della scomparsa, riuscendo a capire che Vanni era stato avvistato per l’ultima volta tra le 10,30 e le 11 di martedì. Poi di lui non si è saputo più nulla, fino a quando ieri il suo corpo è stato ritrovato nei boschi. Lungo via del Poggetto sono arrivati i militari del Nucleo investigativo del reparto operativo di Livorno, con l’ausilio di quelli delle compagnie di Volterra e Cecina e del Nucleo operativo di Pisa. Immediatamente è stato avvertito il magistrato di turno, Luca Masini ed è stato contattato il medico legale, che ha effettuato l’esame esterno. Il corpo di Vanni non sembra presentare ferite o contusioni, che potrebbero far pensare ad un omicidio. Certo solo l’autopsia, disposta per lunedì all’Istituto di medicina legale di Pisa, potrà fornire altri dettagli fondamentali per mettere insieme i tasselli della vicenda.

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