Italia
Tolleranza zero, autovelox accesi
Progetto “Noi sicuri”, il Comune compra i sei apparecchi. Grosso: «Partiremo con le sanzioni»
CECINA. Si è riunito ieri nella sede comunale il gruppo di esperti che ha ideato a livello nazionale il progetto “Noi sicuri”, consistente nella realizzazione di particolari autovelox mobili posti sulle strade dei centri urbani. Infatti il progetto è nato nel 2007 ed ha già coinvolto oltre 400 comuni su tutto il territorio nazionale. Cecina è stato il primo comune della provincia di Livorno ad accogliere questo progetto, e ad oggi ancora l’unico. L’assessore alla mobilità Michele Grosso ha detto a nome dell’amministrazione che «questo primo periodo è stato un periodo di prova, e che come tale ha avuto esito positivo. Infatti in questi giorni abbiamo deciso che il progetto avrà seguito e nel giro di un mesetto e mezzo dovremmo procedere ad acquistare definitivamente i sei apparecchi autovelox». Inoltre Grosso ha ribadito il motivo per cui questo progetto è stato voluto, specificando che da mesi i cittadini di Cecina lamentavano il mancato rispetto dei limiti di velocità in molti tratti critici della città. «E vista questa richiesta crescente da parte della cittadinanza unita – purtroppo – ad alcune tragedie che si sono avvicendate sulle nostre strade, abbiamo deciso di agire in tal senso». Il costo dell’operazione, tra acquisto fisico degli apparecchi, collaudo ed assistenza tecnica si aggira attorno ai 10.000 euro. A spiegare le motivazioni e la filosofia dell’iniziativa è il responsabile tecnico nazionale del progetto, Paolo Goglio. «Questi apparecchi – spiega Goglio – rappresentano un metodo innovativo per sensibilizzare i cittadini automobilisti ai rischi derivanti dall’alta velocità. Infatti è dimostrato da tutti gli studi scientifici che la prima causa di incidentalità stradale è l’eccessiva velocità». Alcune ricerche di psicologia del traffico hanno decretato che la repressione non è il metodo di prevenzione migliore. Perciò la parola d’ordine è “educare” e non “reprimere”. Infatti quegli autovelox posti sulle strade cittadine hanno suscitato già dal primo giorno una serie di malumori, dando vita anche ad atti di vandalismo. Ma i “velo ok” (questo il nome impresso su ogni apparecchio) non sono stati piazzati sulle strade per sanzionare, ma per registrare ed indagare. Il dottor Goglio ha esposto alcuni dati empirici registrati sui due sensi di marcia in Via Aurelia Nord, tra San Pietro in Palazzi e Vada, prendendo a campione due giorni, giovedì 19 dicembre 2013 e lunedì 23 dicembre 2013. In entrambe le date hanno transitato su quel tratto oltre 4.000 veicoli. Ma il 19 dicembre – prima che i rilevatori venissero posizionati – la velocità media è stata di circa 53 km/h, mentre soltanto dopo quattro giorni – quando i rilevatori sono stati installati – la velocità media è scesa di 10 km/h, risultando quindi pari a 43 km/h. Grosso ha infine spiegato che col tempo gli autovelox dovranno cominciare ad essere azionati anche per sanzionare. Però, in quei casi saranno sempre opportunamente presegnalati mediante gli appositi cartelli mobili ed affiancati da una pattuglia della polizia municipale perché «così prescrive la legge». «A quel punto – conclude Grosso – non potranno esserci più scuse visto che siamo stati fin troppo clementi nell’avvisare tutta la cittadinanza».
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