Il Tirreno

La Magona sommersa «Dieci ore senza luce»

La Magona sommersa «Dieci ore senza luce»

Evacuate alla Cinquantina tre persone col mezzo anfibio dei pompieri una famiglia e una donna alloggiate in hotel. Fabbrica ko a Riparbella

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CECINA. «Venga a vedere, quella era la mia auto». Nel piazzale trasformato in una lago ce ne sono tre sommerse da una mistura di acqua e fango. Una è la Pegeout 206 di Salvatore De Petrillo. Poi ci sono le case. Quelle a pian terreno hanno gli scantinati allagati. Qualcuno, dalle prime ore dell’alba, ha pensato bene di lasciare tutto e andarsene, spaventato dalla furia del Cecina. Via, dai parenti o più semplicemente in centro, aspettando che l’onda di piena sfumasse.

Gli altri, adesso, si leccano le ferite. Rabbia e proteste. Perchè oltre alle cantine zeppe di acqua e detriti, ad oggetti e arnesi da buttar via, hanno passato ore da incubo. «Siamo stati anche 10 ore senza corrente», ci racconta Gioia Palandri. «Stamani alle 6 mia suocera mi ha detto che il fiume stava esondando. Ho fatto in tempo ad uscire e vedere la centralina dell’Enel che satava in aria. Da quel momento è stato un black out». Siamo alla Magona, lottizzazione che si affaccia sull’argine sud del fiume, praticamente l’avamposto dell’abitato di Cecina. Qui, quando il fiume ha rotto, è stato il panico. Così come nell’area artiginale di Palazzi dove il fiume di melma si è rapidamente sparso nei campi, finendo per spostarsi più a nord ed invadendo anche la vecchia Aurelia, all’altezza del distributore Esso, finito anch’esso sott’acqua.

Aurelia chiusa per ore. Quando il Cecina ha rotto, sopra il ponte sulla vecchia Aurelia, l’acqua del fiume è finita in strada. L’Aurelia è stata dapprima chiusa in direzione nord, intorno alle 9, poi anche in direzione sud ed è stata riaperta intorno alle 13,30. Nel frattempo Rfi aveva deciso anche la chiusura momentanea della linea ferroviaria Cecina-Saline per allagamenti alla Steccaia e nel comune di Riparbella.

Fabbrica Cotar danneggiata. Qui, a San Martino, il fiume ha devastato l’impianto di frantumazione inerti della Cotar di Rosignano, una cooperativa che una delle attività proprio nel Comune di Riparbella. «Abbiamo avuto un metro e mezzo d’acqua nel capannone - spiega Marco Simonelli, uno dei soci - Siamo qui dal ’76 ed una cosa del genere non l’avevamo mai vista. Sono stati danneggiati i quadri elettrici dell’impianto, inoltre abbiamo perso tutto il materiale stoccato». Risultato, lunedì prossimo l’azienda (che dà lavoro a 14 famiglie) non potrà certamente riaprire.

Ma la furia del fiume si è fatta sentire anche alla Fagiolaia, dove un’auto parcheggiata su un argine è stata inghiottita dalle acque mentre un’altra è finita in un fossato. E al Fiorino (qui ha esondato alle 9 il torrente Linaglia) dove oltre ad alcune villette allagate è stata duramente colpita la discoteca Tinì.

Tre soccorsi col mezzo anfibio. Particolarmente colpita anche la zona di San Pietro in Palazzi e delle Gorette, oltre al porto di Marina (di cui parliamo a parte). In località La Cinquatina, dopo la chiusura del sottopasso di via Guerrazzi, è dovuto intervenire il mezzo anfibio dei vigili del fuoco per soccorrere tre persone rimaste isolate. Una di queste ha rifiutato l’intervento. Chiuso anche il sottopasso di via Cassola, via Campilunghi, via vecchia Livornese e via Volterra.

In cinque in albergo. Una famiglia romena composta da padre, madre e due bambini e una coppia della Mazzanta con il loro cane. Sono sei gli sfollati che hanno trovato alloggio all'hotel Massimo a Marina di Cecina. I titolari, vista l'emergenza che ha colpito la città, hanno deciso di mettere a disposizione le stanze dell'albergo e la sala ristorante per chi fosse in difficoltà e a titolo gratuito. "Un chilo di pasta costa poco più di un euro - racconta Tommaso Fiordagresto - per noi non è una spesa e poi abbiamo molte stanze vuote. Nel nostro piccolo ci è sembrato normale poter dare una mano a qualcuno. Più siamo e meglio è". La famiglia romena è arrivata in albergo giovedì sera, intorno alle 22, quando la città era tormentata dal nubifragio e il fiume stava inziando ad ingrossarsi. "Erano bagnati fradici- dice Tommaso - sono saliti in camera e non hanno chiesto niente. Li abbiamo rivisti la mattina. Il padre ha chiesto un caffé ed ha voluto pagare. Sono brave persone".

La famiglia abitava in una roulotte, un alloggio di fortuna trasformato in qualcosa che possa sembrare una casa. L'avevano piazzata vicino all'argine del fiume e ieri mattina, un capannello di persone sul ponte a Marina l'ha vista in acqua, trasportata dalle correnti verso la foce.

L’allerta resta moderato. Gli interventi di soccorso sono stati coordinati dal centro intercomunale della Protezione Civile allestito presso la sede della Pubblica Assistenza. Con l’assessore Lia Burgalassi erano presenti i membri della protezione civile, delle associazioni di soccorse del territorio (Pubblica Assistenza, Misericordia, Croce Rossa)

Prorogata per il maltempo la raccolta firme primarie Pd. A causa del maltempo la segreteria del Partito Democratico ha deciso di proroga fino a stamani alle 12 i termini per la raccolta delle firme dei quattro candidati Calderone, Costagli, Conti e Lippi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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