Il Tirreno

Lo sfogo della Calderone «Io leale e corretta, altri no»

Lo sfogo della Calderone «Io leale e corretta, altri no»

L’amarezza di una candidata “mollata” è nelle parole di Katia Calderone. Che interviene nel dibattito aperto sui social network nei vari gruppi del Pd per dire la sua e fare a suo modo...

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CECINA. L’amarezza di una candidata “mollata” è nelle parole di Katia Calderone. Che interviene nel dibattito aperto sui social network nei vari gruppi del Pd per dire la sua e fare a suo modo chiarezza. Parte da una premessa. Che non ci sta a sentir parlare del suo partito, il Pd, come una barzelletta, riferendosi evidentemente ad un’espressione pronunciata dallo stesso Conti. Poi critica la ricostruzione secondo cui la candidata di Ldc avrebbe dovuto farsi da parte in caso di un’unità dei renziani su un nome. «Giovedì sera - scrive Calderone - ho effettivamente espresso, per onestà intellettuale e morale, che se aveste trovato un candidato su cui far convergere tutti io ero disponibile a tirarmi indietro per un interesse superiore; tale nome non poteva però essere quello di Francesco Conti sul quale mi ero già spesa più di un mese fa non riuscendo a trovare la convergenza del mio gruppo. Forse ricorderete che la mia candidatura esce fuori proprio da questo percorso».

Poi segue: «Mi hanno avvisato che stavano accadendo degli stravolgimenti sabato pomeriggio alle ore 18, alle 19.30 è venuto da me Francesco Conti chiedendomi di appoggiare la sua candidatura perchè sul suo nome c'era convergenza da parte di tutti i 12 scissionisti, io gli ho detto e ripetuto che non avrei potuto aiutarlo nel reperire le firme degli iscritti (per i soliti motivi spiegati più volte) e ho telefonato, davanti a lui, ad alcuni degli scissionisti per avere conferma del loro appoggio a Francesco Conti; verificato che non c'era unanimità ho fatto presente a Francesco Conti che dei 12 di cui mi parlava in realtà c'era soltanto Valentina Costagli, Gianluca Rotelli e Laura Costagli». E ancora: «Alle 00.38 mi chiama Francesco Conti per convincermi ancora ad appoggiarlo, sto al telefono un'ora circa a spiegargli che stanno compiendo un atto politicamente inqualificabile senza nessuna giustificazione razionale, la telefonata termina verso le 01.30, alle 10 ci sarebbe stata la presentazione dei candidati. Ldc si è fatto dettare l'agenda politica da persone che usano il Pd come fosse un tram. La mia lealtà e coerenza nei confronti di Ldc si manifesta dal modo in cui volevo fare il mio intervento: 15/18minuti per la mia presentazione ed il resto dello spazio da far occupare ai ragazzi che lavoravano nella squadra».

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