Sicurezza
Giù il cemento sul mare si lavora a un piano bis
Le ruspe continuano la demolizione, Comune e proprietà proseguono i confronti Pia: «La concessione resta, il progetto deve tener conto dello stato dei luoghi»
VADA. Spiega che «la concessione resta invariata» e che ogni eventuale altro progetto dovrà «tener conto dello stato dei luoghi».
Margherita Pia, assessore all’urbanistica, chiarisce che la vicenda Dune Mosse resta aperto. E che nelle ultime settimane è proseguito il confronto tra amministrazione e proprietà (società Dune Mosse), per capire se e come sia possibile realizzare una struttura turistica sull’arenile a sud di Vada. Intanto prosegue la demolizione dello scheletro in cemento che la società ha costruito nel 2010 e di cui il Consiglio di Stato ha deciso la rimozione con la sentenza dello scorso 24 ottobre.
«La società - spiega l’assessore - ha la concessione per quell’area, e questo rimane invariato».
Il che significa che la Dune Mosse srl può sempre sperare nella realizzazione di un piano di rilancio turistico della spiaggia.
Certo tutto è collegato alla demolizione del manufatto in cemento che ormai da oltre tre anni si trova sull’arenile a sud di Vada e ha generato fiumi di polemiche. La rimozione è partita nei giorni scorsi e la società conta di veder terminare l’intervento con altri cinque giorni di lavoro (tempo permettendo).
Nel frattempo, mentre le ruspe portano materialmente a termine la sentenza del Consiglio di Stato, negli uffici di palazzo civico proseguono gli incontri tra tecnici comunali e società Dune Mosse.
«Il regolamento urbanistico - assicura Pia - per quell’area prevede una struttura di servizi turistici, e questo è rimasto invariato». C’è anche da capire quali materiali potrebbero essere utilizzati.
Quel che evidentemente deve variare, si capisce dalle parole dell’assessore, è la progettazione della struttura. «Chiaramente - conferma Pia - è necessario un nuovo progetto». Che, è ovvio, dovrà essere sottoposto all’intero iter previsto per l’approvazione. La società fa sapere di essere intenzionata, «appena conclusi i lavori di demolizione a presentare un nuovo progetto». Certo i proprietari avvertono di avere chiaro che «l’iter per ottenere un eventuale ok è lungo, perché il percorso, nonostante una struttura in quest’area sia prevista da regolamento urbanistico, non è facile a causa dell’elevato numero di enti che devono dare un parere».
Intanto, proprio i questi giorni, vanno avanti gli incontri con l’amministrazione, per capire anche se sarà necessario demolire l’intero manufatto (platea e pilastri in cemento) o se invece una parte potrebbe essere “salvata”, magari per fare da base per un eventuale nuovo manufatto. Né il Comune né a proprietà su questo sembrano poter dare certezze.
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