Il Tirreno

Psicodramma Pd, spunta il quarto alfiere

Psicodramma Pd, spunta il quarto alfiere

Una parte dei renziani candida Conti. Tra Lippi, Calderone e Costagli sfida sui programmi e guerra per le firme. Altri fremono

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CECINA. Una cosa è certa: non si può dire che il Pd ultimamente sia avaro di colpi a sorpresa. Tra scissioni dell’ultima ora, candidature date per certe e poi bruciate, presunti accordi e nomi estratti e ricacciatine nel cilindro ne abbiamo viste di tutti i colori.

La bagarre. L’assemblea pubblica di ieri mattina non poteva certo essere l’eccezione che conferma la regola, allora, partiamo dal fondo, proprio dal colpo di scena: alla fine è uscito anche “mister x”, il candidato renziano che si aspettava da giorni. A onor del vero, il suo nome era già rientrato nella girandola dei papabili, pubblicato di recente: è Francesco Conti. Esponente di Ldc, Conti ha 38 anni e una laurea in Scienze politiche in tasca. Può contare sul sostegno della corrente di “Cecina Adesso” che dopo laspaccatura fa capo a Valentina Costagli. Sembra che l’accordo sia stato trovato sabato sera e in extremis. «Il Pd oggi è una barzelletta – ha detto – serve un rilancio, questo è il momento dello strappo. I cittadini cercano una svolta e io ci metto la faccia. Sono renziano della prima ora e non dall’8 dicembre».

Appello. Conti, ma anche Costagli e Calderone si sono appellati agli iscritti per riuscire a ottenere le firme necessarie alla candidatura, «chiedo che i cittadini abbiano la possibilità di scegliere, poi votate chi vi pare ma fateci partecipare». La raccolta firme inizia oggi e si chiude venerdì: sono 381 gli iscritti cecinesi. Quindi, per correre serviranno 77 firme di iscritti o 20 dei componenti l’assemblea comunale. O si scelgono gli iscritti o i componenti dell’assemblea. Inoltre hanno diritto al voto i membri iscritti prima dell’11 febbraio. In questo modo i renziani di Ldc resterebbero fuori, avendo preso la tessera dopo l’8 dicembre.

Ai nastri. A questo punto si riparte da zero e da alcune considerazioni: per prima cosa rischia Katia Calderone. La consulente del lavoro era il cavallo su cui scommetteva Ldc ma non aveva saputo tirare dalla sua i renziani di Adesso prima che si spaccassero in due. Tanto per non farsi mancare nulla tra gli iscritti c’era pure la convinzione che alla fine dell’assemblea di ieri sarebbe spuntata la quinta candidatura. Chi sarebbe? Colpo di scena: Nicola Imbroglia. Raggiunto al telefono lo stesso segretario della Guido Rossa conferma che sarebbe disposto a candidarsi e che, per farlo, aspetta che qualcuno lo tiri in ballo. «Non credo nelle autocandidature – dice – ma se c’è un progetto sono pronto a sedermi e ascoltarlo». Insomma, ci sta che entro venerdì anche lui possa schierarsi. E di certo andrebbe a rosicchiare diversi voti nel piatto di Samuele Lippi. Quindi, tutto definito? Macché, neanche per sogno. Perché ieri, dopo l’assemblea e nel delirio di nomi è ritornata in auge anche la candidatura di Luigi Valori. All’interno degli Adesso che hanno preferito «concentrarsi sul programma piuttosto che sulle candidature» giurano che questa strada sia impraticabile ma lui, sempre raggiunto al telefono, ci tiene a precisare di essere l’unico a poter appuntarsi la stelletta di renziano doc in quanto «ex delegato del sindaco di Firenze all’assemblea». Veniamo al confronto di ieri. Gli aspiranti sindaci hanno illustrato i loro programmi ma il dibattito ne esce ridimensionato.

Samuele Lippi. «Il partito e ciò che di buono c’è fuori – ha detto – devono trovare un punto di incontro per cambiare Cecina. È importante lavorare in sinergia». Il segretario di Federazione ha ripresentato il progetto di fusione con Bibbona. Dal punto di vista amministrativo sarà rivoluzione in Comune: «Rotazione dei dirigenti, sportelli unici per i cittadini». Grande attenzione al turismo: «Vorrei portare in città il concetto di “albergo diffuso” e lanciare il turismo sportivo». Lippi accarezza il sogno di una cittadella sportiva per i disabili da realizzare con fondi europei. E poi, costruzione di una strada di collegamento tra le marine di Cecina e Bibbona e «se qualcuno criticherà dico che bisogna smettere di conservare». Omogeneizzazione della tassa di soggiorno, trasformazione di Cecina in città green e rilancio della cultura (Cinquantina, De Filippo, scuola di musica). E poi, grande attenzione alle sorti dell’ospedale dove «siamo sempre stati vigili». Per ultimo: «Non ho fatto inciuci e accordi con nessuno. Sia chiaro». Lippi presenterà metà di quella che potrebbe essere la sua giunta in settimana.

Emiliano Costagli. In molti punti il programma di Costagli è sovrapponibile a quello di Lippi. L’avvocato civatiano, però, sostiene che in tema di sanità il Pd abbia lavorato male, «non si possono ignorare 20mila firme», ha detto. Costagli ha stilato un codice etico a cui attenersi e che prevede anche che non ricopra incarichi amministrativi qualora perdesse le primarie. Un occhio alla partecipazione attiva dei cittadini («formerò dei rappresentanti di quartiere che si interfacceranno con il Comune») e alla gestione dei rifiuti.

Katia Calderone. La cultura al primo posto. La consulente del lavoro ha un programma ambizioso che punta a riportare la città «in auge» per dirlo con le sue parole. In vendita o smantellate le proprietà del Comune inutilizzate. «Farei un parcheggio in via Puccini, un ufficio turistico in piazza Gramsci e riunirei quelli del Comune al palacongressi». Una parte dello Zuccherificio sarebbe destinata alle esposizioni. Poi, chioschi in pineta, un festival cittadino, spostamento del mercato e rispetto dell’ambiente (pannelli solari negli edifici del Comune e cambio del parco auto con mezzi elettrici).

Rino Bucci

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