Finanza
Codice etico per chi governa, Castagneto resta fuori
CASTAGNETO. La Sinistra per Castagneto torna sulla Carta di Pisa, il codice di condotta etico a cui si devono attenere gli amministratori che lo sottoscrivono per garantire il rispetto della legalità
CASTAGNETO. La Sinistra per Castagneto torna sulla Carta di Pisa, il codice di condotta etico a cui si devono attenere gli amministratori che lo sottoscrivono per garantire il rispetto della legalità e la trasparenza dei loro atti. E critica l’amministrazione di Castagneto per non adervi aderito peraltro “in un momento in cui la politica fa sempre più rima con malaffare, corruzione e con l'utilizzo degli uffici pubblici per favorire i propri affari personali”. «Nella seduta consiliare dell' 11 settembre 2012 - scrive la Sinistra - la mozione è stata respinta dalla maggioranza, sindaco e assessori compresi.
Castagneto poi, in materia, ha altre specificità. Nonostante le richieste pubbliche che abbiamo avanzato l'amministrazione comunale non ha mai informato come (e se) si fosse conclusa la vicenda giudiziaria che riguardava il sindaco di Castagneto, coinvolto nella così detta inchiesta Fox. Non solo, se tale vicenda si fosse conclusa con la prescrizione sarebbe giusto, a nostra avviso, che il sindaco spiegasse ai cittadini se poteva rinunciare ad essa e perché non l'ha fatto. Il consiglio comunale di Castagneto ha respinto inoltre, il 30 novembre 2012, anche la proposta di elaborare un'indagine conoscitiva sulle possibili presenze, nel nostro territorio, di capitali e interessi legati alla criminalità organizzata. Chissà cosa ne pensano i candidati a sindaco per il partito democratico di Castagneto che in consigliohanno votato contro queste due proposte».
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