La manifestazione
Sei di Marina se... una pagina Facebook ed è gioco-mania
Ideata da Giannino Di Giovanni, fondatore del Baba Yaga In 48 ore boom di foto e aneddoti tra scherzo e nostalgia
CECINA. «Sei di Marina se…» è bastata questa frase, lanciata sull’omonimo gruppo creato da un marinese doc come Giannino Di Giovanni. E nel giro di 48 ore su Facebook si è letteralmente scatenato un fiume di frasi, aneddoti, ricordi ma anche foto, personaggi e storie che ripercorrono, in una sorta di “social amarcord”, che sta coinvolgendo più di 500 marinesi. «Ammetto che l’idea l’ho “rubata” ad una mia amica, Giulia Ristuccia, che aveva lanciato lo stesso gruppo con la frase “sei dell’elba se…” – spiega Di Giovanni – io sono nato a Marina, in casa perché al tempo non si nasceva in ospedale. E a Marina ho le mie radici. Per questo ho voluto rilanciare l’idea, invitando qualche conoscente e alcuni amici». All’inizio qualcuno scrive dei messaggi sui confini di Marina (partono da via della Pinetina), sulla parrocchia, i bagnini, i gelatai e una serie infinita di personaggi della storia marinese. E c’è chi scommette che sulla pagina il nostro giornale farà sicuramente un articolo (eccoci qua, un marinese doc non poteva non farlo). «In effetti nel giro di 48 ore c’è stato un vero e proprio boom di foto, racconti, aneddoti su Marina – spiega ancora Di Giovanni – la cosa, devo essere sincero, mi sta dando tanto orgoglio e anche un pizzico di nostalgia». Dalla nostalgia, però, qualche marinese doc passa ai rimpianti. E dai rimpianti anche alle critiche per quello che Marina è oggi e, evidentemente, non piace più. «Qualcuno ad un certo punto l’ha buttata pure sulla politica – precisa il “creatore” della pagina “Sei di Marina se” – a quel punto sono intervenuto, ma solo perché lo spirito del gruppo era, e spero resti, un altro. Il tutto legato ai ricordi più belli e, se possibile, senza polemiche». Altri “cloni” del gruppo sono stati creati nel giro di poche ore anche per altre città (come Piombino) e anche frazioni (il gruppo di Vada conta già più di 300 persone iscritte). La bellezza di questo gruppo, forse, sta proprio nell’essersi trasformata nel giro di poche ore in un affresco storico che non si trova sui libri di scuola o negli archivi comunali ma si auto alimenta con le parole, a tratti malinconiche, dei racconti tra un ricordo del gelato del Poggetti, la schiaccia coi ciccioli di Ala e l’alimentari di Evelina.
Alessandro Bientinesi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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