Il dolore
«Non siamo “mele marce” l’Ipsia è una scuola seria»
Lo sfogo del rappresentante di istituto dopo il caso del fumogeno nel corridoio La vicepreside: «Studenti validi, intenzionati a entrare nel mondo del lavoro»
ROSIGNANO. «Ci piacerebbe poter trasmettere un'immagine differente dell'Ipsia rispetto alla brutta nomea che da anni si è costruita».
A parlare è il rappresentante d'istituto Roberto Del Corso in seguito alla “marachella” avvenuta lo scorso lunedì, quando alcuni suoi compagni hanno acceso un fumogeno nel corridoio della scuola postando le immagini su Facebook.
«Non siamo certo dei santi – ha detto – ma soprattutto tra le quarte e le quinte ci sono molti studenti che hanno voglia di fare e di mettersi in discussione proprio come alunni di un valido professionale». «Non è assolutamente vero, come ormai l'opinione pubblica crede, che sia all'Ipsia che all'Alberghiero si iscrivano soltanto i ragazzi che non hanno voglia di fare niente. Si tratta di due indirizzi seri che rilasciano valevoli attestati spendibili nel mondo del lavoro come meccanici, idraulici ed elettricisti nel nostro caso o in varie mansioni nel settore turistico per l'Alberghiero».
Intorno alle 10,45 dello scorso lunedì il corridoio al primo piano dell'Ipsia si è riempito di un fumo rosso e denso a causa di un fumogeno posizionato da due o tre ragazzi all'interno di un cestino dei rifiuti. Episodio durato solo pochi minuti grazie all'intervento di un docente che ha prontamente portato il cesto all'esterno della scuola.
Si è trattato quindi di una bravata che però costerà cara ai responsabili dal momento che nel prossimo consiglio dei professori, la dirigenza ha fatto sapere che verranno adottate “maniere forti”. Rischiano infatti oltre 14 giorni di sospensione che potrebbero essere tramutati in lavoro socialmente utile. «Atti di vandalismo come questo – ha concluso Del Corso - si riversano negativamente sia sui responsabili che su tutta la scuola. Ci piacerebbe invece che le persone riescano a vedere oltre e capire che tranne qualche furbetto, la maggior parte sono studenti in gamba che lamentano poche ore di pratica in quarta e quinta».
Anche la vicepreside Donatella Casarosa crede fermamente che i “fannulloni” all'interno dell'istituto rappresentino solo una piccola percentuale. «Ieri mattina – ha detto – nell'ambito del progetto “Cittadinanza e costituzione”, il professore di diritto del lavoro dell'Università di Modena e Reggio Emilia Michele Tiraboschi ha tenuto una conferenza sui giovani ed il mondo del lavoro alla quale hanno partecipato attivamente e con interesse due classi del liceo ed una quarta dell'Ipsia. Questo a dimostrazione che molti dei nostri ragazzi sono validi studenti intenzionati ad inserirsi nel mondo del lavoro con impegno e dedizione».
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