Il Tirreno

Il rebus villa Celestina sfuma la convenzione

Il rebus villa Celestina sfuma la convenzione

Scaduta oltre un anno fa, si fa strada l’ipotesi che l’Università non voglia rinnovarla. L’assessore Pia: «Atenei in difficoltà, noi vogliamo il pieno utilizzo»

2 MINUTI DI LETTURA





Sembra sempre più svanire la possibilità di tornare a vedere utilizzati i laboratori di villa Celestina. Scaduta da più di un anno la convenzione di utilizzo tra l'amministrazione comunale e l'università di Pisa, l'ipotesi più plausibile sembrerebbe quella di uno stallo definitivo della situazione. A farlo evincere, anche se non esplicitamente, la stessa amministrazione che tra i tre seminari previsti all'interno della mostra che esporrà i progetti che hanno partecipato al concorso di idee per la pineta Marradi, ne ha dedicato uno all'evoluzione di villa Celestina. «Servirà per raccontare la storia dell'edificio – ha detto l'assessore Pia – e per discutere degli ambienti dotati di strumenti e servizi che oggi rappresentano un elemento di sofferenza per l'amministrazione in quanto inutilizzati». Nelle sue parole quindi, anche se l'assessore non lo esplicita, si intuisce la quasi certezza che la convenzione non venga rinnovata. Come lei stessa ha ricordato, tra dicembre e gennaio il rettore dell'università è venuto due volte presso quello che era il centro di biologia marina, per verificare le potenzialità della struttura.

«Il rapporto che abbiamo con l'università – ha ribadito – è molto forte. Stiamo ancora attendendo le loro riflessioni ma capiamo la situazione di difficoltà che vivono oggi gli atenei come quello di Pisa a causa del calo d'iscrizioni, della carenza di denaro e di problemi legati al numero di personale. Mantenere per loro le sedi distaccate, se non supportati da grossi finanziamenti, è diventato pressoché impossibile».

Fatto sta che al momento l'utilizzo dei laboratori della struttura di proprietà del Demanio dello Stato, ed in locazione al Comune di Rosignano fino al 2017, prevedono una convenzione tra i due cogestori, scaduta da oltre un anno (dicembre del 2012). Un centro di biologia marina inserito all'interno di un restauro dell'immobile costato 2,6 milioni di euro che conta circa 20 postazioni di lavoro. E adesso in questi seminterrati dove ci sono solo microscopi e computer ammassati, si vedono chiazze di umido e crepe sulle pareti. «Entro fine mese – ha concluso – organizzeremo un ulteriore incontro con il rettore». Da parte dell'amministrazione, come è stato detto anche dal sindaco Franchi, vi è la completa disponibilità per giungere al rinnovo della convenzione, fermo restando l'utilizzo completo e continuativo degli spazi di Villa Celestina. «Se ciò non avvenisse – hanno detto – in futuro vorremmo destinarli sempre alla ricerca».

Elisa Pastore

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini