Il Tirreno

Cecina Adesso, in 12 se ne vanno «Accordi sotto banco e poco chiari»

Cecina Adesso, in 12 se ne vanno «Accordi sotto banco e poco chiari»

L’ex presidente Costagli guida i fuoriusciti: «Hanno avuto paura di una candidatura troppo forte» Accuse dopo l’assemblea di lunedì: «I cittadini si meritano di meglio rispetto a questo tipo di politica»

3 MINUTI DI LETTURA





Era nell’aria. Ed ieri, dopo la tumultuosa assemblea di lunedì scorso, si è definita. La scissione di Cecina Adesso si è di fatto consumata pochi minuti dopo l’esito del voto sulle candidature, benchè sia stata ufficializzata solo ieri mattina. Un passaggio cruciale, quello di lunedì, che doveva stabilire se i renziani cecinesi avessero scelto di correre alle primarie di coalizione con un proprio candidato oppure no. Ha prevalso, seppur di misura il fronte del no, contro la proposta di presentare Antonio Valentini. Una spaccatura insanabile, evidentemente, che ha avuto come immediata conseguenza l’uscita dal gruppo di 12 membri. Tra i quali figura la 32enne Valentina Costagli, una delle fondatrici e anime del movimento a Cecina (di cui è stata presidente), tra l’altro candidata alle primarie per le parlamentari del Pd. Nel gruppo dei fuoriusciti ci sono poi l’ex sindaco Claudio Vanni, il consigliere comunale Pd Samuele di Lascio ed altri nove membri: Gianluca Rotelli, Laura Costagli, Carlo Rotelli, Lorenzo Costagli, Maresca Becorpi, Luisella Ragoni, Lorenzo Vannucchi, Marcella Pacchini e Andrea Pierucci.

Un addio sbattendo la porta quello dei renziani “dissidenti” che in un comunicato non risparmiano accuse a chi ha coordinato il movimento e soprattutto fatto prevalere la linea di non presentare candidature. «Dalla riunione di "Cecina Adesso" di lunedì scorso - scrivono Costagli e i fuoriusciti - sono emerse, in modo chiaro, le contraddizioni e le differenti visioni del modo di fare politica all'interno del gruppo. Lunedì si respirava un'aria strana, fatta di accordi sotto banco e poco chiari». Ed ancora: «La candidatura di Antonio Valentini, al contrario di come abbiamo letto oggi, non era affatto una "candidatura di bandiera", bensì il meglio che potevamo offrire ai cittadini cecinesi per garantire un futuro chiaro, trasparente e serio. Abbiamo capito che c'erano forti pressioni, promesse fatte a destra e a manca, pur di sbarrare la strada alla suddetta candidatura. Diciamolo, c'era la paura che fosse un candidato troppo forte, che si era guadagnato i suoi meriti e la stima sul campo, proprio come il nostro segretario nazionale, Matteo Renzi».

«Per questi motivi - continuano i fuoriusciti - abbiamo deciso di non proseguire il percorso intrapreso in questi due anni dentro "Cecina Adesso" e di uscirne; convinti fermamente che i cittadini di Cecina si meritino di meglio rispetto a questo tipo di politica. Non capiamo, come possa essere vincente una strategia politica che, prevede di "lavorare ad un programma" ma non presentare un candidato forte, che lo possa attuare, o meglio lo capiamo ed è un modo di fare politica che vogliamo estirpare. La politica non deve essere un lavoro a tempo pieno, la politica è un servizio temporaneo e che non può essere svolto per tutta la vita».

Poi quello che sembra essere un messaggio chiaro al Partito Democratico: «Crediamo - scrivono Costagli e gli altri - che adesso sia il momento di rompere gli schemi precostituiti, la politica dei diritti acquisiti per gerarchia e non per merito deve essere superata, come quella delle bugie, degli "inciuci" e dell'incoerenza. Insomma la politica che vieta di usare la propria testa e opporsi alle ingiustizie, non deve essere più praticata. A Cecina, abbiamo bisogno di persone chiare e disinteressate alle poltrone, proprio come diceva Don Milani: "Fai strada ai poveri, senza farti strada"».

Insomma. Gli ex Cecina Adesso temono che dietro la scelta di non presentare candidature non ci sia tanto l’impegno a focalizzarsi sul programma prima che sui nomi - come dichiarato ieri dal movimento - quanto piuttosto la volontà lasciare campo libero ad uno dei candidati sul quale potrebbero convogliare i voti dei renziani. Sebbene Cecina Adesso martedì abbia smentito simili scenari, la spaccatura dell’assemblea e l’endorsment di Laboratorio Democratico per la Calderone (altra candidata con Lippi e Costagli) consegnano un quadro alquanto incerto e caotico in vista dell’appuntamento del 9 marzo.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca