Il Tirreno

A Bibbona nacque la Passione

A Bibbona nacque la Passione

Carlo Mazzacurati, morto ieri, era molto legato a questa terra. Il ricordo della figlia Emilia

2 MINUTI DI LETTURA





Era la sua culla, il suo angolo di mondo dove traeva maggiore ispirazione. Sono stati tanti gli attori e i registi passati dalla sua tenuta, immersa nella campagna tra Bolgheri e Bibbona. Era diventato uno del posto Carlo Mazzacurati, uno dei registi italiani più conosciuti e amati. Col suo cinema d’autore. Contro ogni conformismo, scovava l’introspezione nei suoi protagonisti, come aveva fatto anche col film, molto discusso dalla critica, e interamente girato tra Casale Marittimo, Bibbona e Montecatini Val di Cecina, La passione. A Bibbona la famiglia Mazzacurati aveva messo radici da tempo, con le sorelle sono proprietari del Podere l’Aione, dove è previsto un piano di sviluppo importante. Ma Carlo si è sempre un po’ dissociato dalle questioni imprenditoriali familiari e non voleva essere citato in articoli che riguardassero quella sfera. Era un uomo schivo, taciturno ma dai tratti buoni, salutava tutti in paese. A Bolgheri era stimato e legato da un affetto quasi familiare. Lo stesso che aveva confermato la figlia, Emilia, la scorsa estate, durante la sua prima mostra fotografica proprio al centro civico del paese. Lui non c’era era ricoverato a Padova. «Qui mi sento veramente a casa – aveva detto Emilia - più di tutti gli altri posti in cui ho vissuto. C'è un legame antico e familiare, perché proprio nella chiesa di Bolgheri sono stata battezzata». E sulla sua passione: «Mio papà è molto contento di questa mia inclinazione, tra l'altro mi ha chiamato sul set per scattare le foto dell'ultima pellicola con Valerio Mastrandrea. Apprezza il mio lavoro e non mi ha mai "regalato" niente solo perché sono sua figlia». Alla domanda sulla salute del padre aveva alzato gli occhi al cielo alla ricerca di una speranza. Era malato da tempo e alla scorsa estate risale la sua ultima permanenza in zona. Mazzacurati aveva stretto amicizia con le persone del luogo a cui lasciava frequentare la sua casa d’artista e d’artisti, non c’era distanza tra lui e gli altri. Solo la cinepresa, dietro cui, forse nascondeva la sua timidezza.

Divina Vitale

ALTRO SERVIZIO A PAGINA 21

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze