Il dolore
Fumogeni dentro la scuola i ragazzi saranno sospesi
Avevano acceso un candelotto in corridoio, la vicepreside conferma la punizione «Faremo un consiglio di classe, che può comminare fino a 14 giorni»
ROSIGNANO. Rischiano oltre 14 giorni di sospensione gli studenti dell’Ipsia che lunedì mattina hanno acceso un fumogeno all’interno di un corridoio della scuola, generando il caos tra gli altri ragazzi.
La scuola ha deciso di confermare le “maniere forti”, perché, come sottolinea la vicepreside dell’Ipsia, la professoressa Donatela Casarosa, «non si può passare sopra ad un episodio del genere. Va bene che si tratta di goliardia, ma questo è davvero troppo».
L’episodio in questione si è consumato a metà di lunedì mattina, quando il corridoio al primo piano dell’Ipsia si è riempito di un fumo rosso e denso, che ha cominciato ad insinuarsi nelle aule.
Un docente ha preso il cesto contenente i fumogeno e lo ha portato all’esterno. In pochi minuti l’ambiente è tornato alla normalità dato che il fumo si è sparso velocemente.
La vicepreside ha spiegato fin da subito che si è trattato di «una bravata, ma non è un episodio da sottovalutare. L’Ipsia è una scuola seria, che dà un titolo spendibile nel mondo del lavoro e quindi deve formare persone responsabili».
È parso quindi evidente da subito che la scuola non avrebbe avuto intenzione di far finta di nulla. Anche perché alcuni studenti (non si sa se si tratti di chi ha acceso il candelotto o di compagni) hanno pubblicato le foto del fumogeno su Facebook. «C’è una regola che prevede che non vengano pubblicate fotografie scattate dentro la scuola - aveva detto Casagrande - , per questo tipo di caso c’è addirittura una forma sanzionatoria per la famiglia nel caso si tratti di minori».
Il giorno dopo l’episodio la vicepreside conferma l’intenzione della scuola di prendere seri provvedimenti. «Abbiamo deciso - dice la vicepreside - che la settimana prossima sarà fatto un consiglio di classe, che può decidere fino a 14 giorni sospensione. Se poi ci fosse necessità di un maggior numero di giorni di sospensione, la decisione è demandata al consiglio di istituto».
La scuola è riuscita a rintracciare due ragazzi sicuramente responsabili dell’accensione del fumogeno, resta da capire se ce ne sia un terzo (la scuola sta portando avanti verifiche).
Quel che è certo è che la dirigenza dell’istituto afferma che «siamo sicuri di sospenderli. Poi vedremo, magari la sospensione potrà essere anche tramutata in lavoro socialmente utile».
Quanto al problema della pubblicazione degli “scatti incriminati” su Facebook, «eventuali punizioni per questo sono a cura del dirigente scolastico».
In attesa della prossima settimana, fino al consiglio di classe, gli studenti potranno andare a scuola.
Anna Cecchini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
