La manifestazione
Cecina Adesso ha deciso non candiderà nessuno
Tormentata assemblea, vince 15 a 13 il fronte del no. «Pensiamo al programma» Ma in seno al movimento c’è chi è pronto a costituire una nuova formazione
CECINA. Cecina Adesso non avrà un proprio candidato. Si concentrerà sul programma ma non si presenterà alle primarie di coalizione del 9 marzo, ormai ufficializzate dall’assemblea del Pd. La decisione è stata presa al termine di una tormentata assemblea che si è svolta lunedì sera e che si è chiusa con una votazione che di fatto segna una netta spaccatura del fronte renziano: 15 iscritti del movimento si sono espressi per rinunciare ad un proprio candidato, 13 invece hanno sostenuto la candidatura di Antonio Valentini. Una votazione che rischia di trascinarsi dietro polemiche e frizioni se è vero che alcuni membri di Cecina Adesso, fortemente convinti di doversi presentare alle prossime elezioni di maggio con un proprio candidato, sembrano pronti a far le valige, lasciare lo schieramento e costituire una nuova formazione.
Luigi Valori, coordinatore di Cecina Adesso e che fino a pochi giorni fa sembrava poter correre per le primarie, affida la lettura dell’esito dell’ assemblea di lunedì ad un comunicato. Una nota in cui si parla di “confronto serrato” all’interno dello schieramento e nella quale si spiegano i motivi che hanno orientato l’assemblea a scegliere di non candidare nessuno: ovvero la complessità delle procedure per le primarie di coalizione, ma soprattutto la maturata convinzione che “non ci sono più le condizioni oggettive per sostenere una propria candidatura”. Questo - spiega Cecina Adesso - per il fatto che Luigi Valori ha ufficialmente comunicato la sua rinuncia irrevocabile, ma anche per il no espresso la scorsa settimana da Antonio Valentini di cui lunedì una nutrita schiera di renziani è tornata a riproporre con forza la candidatura. «In effetti - si legge nella nota di Cecina Adesso - dopo che è tramontata la candidatura Valentini per motivi personali e lavorativi, come da lui stesso riferito in una lettera di ringraziamento agli "Adesso", ma che lunedì sera era tornata nuovamente in ballo, e la rinuncia irrevocabile del coordinatore del gruppo Luigi Valori, ha prevalso la corrente di pensiero, che prima di concentrarsi sui nomi e le persone, gli "Adesso" puntano sul loro programma di idee e di proposte». «Programma - continua - che presenteranno a breve al partito, e che rispecchia il pensiero e l'operato del sindaco fiorentino, che non smette di stupire gli italiani, con il suo pragmatismo e la voglia del fare con tempi certi e modus operandi di facile comprensione».
Questa posizione, fuoriuscita dall’assemblea, avrebbe peraltro l’avallo dei vertici regionali renziani. Contatti personalmente tenuti da Valori con il coordinatore provinciale e regionale. Il ragionamento che si fa, in sostanza, è questo: siamo in grado di presentare un candidato forte, vincente con una squadra di governo altrettanto forte e coesa? In assenza di queste condizioni l’orientamento è di sostenere quel candidato che recepirà il programma renziano.
«I risultati delle elezioni primarie dell'8 dicembre - scrivce Cecina Adesso - ci hanno consegnato un messaggio importate, che va nella direzione di avere idee vincenti di forte rinnovamento con persone che sappiano interpretare questo pensiero. Fare il sindaco, non è un gioco, servono competenze e capacità che si maturano sul campo, una squadra di governo convincente e preparata, e se gli Adesso al momento non hanno una personalità con queste caratteristiche, preferiscono non mettere una candidatura di bandiera, ma concentrarsi solo sul programma, e con quello si confronteranno con i candidati disponibili. La posizione votata a maggioranza dagli "Adesso" è peraltro in linea con le indicazioni dei vertici regionali. Se poi, il candidato sindaco del Pd, non saprà interpretare le nostre indicazioni programmatiche, allora saremo l'opposizione interna del partito e del sindaco». Posizione che tuttavia non è condivisa da tutti i renziani. Del resto quasi metà dell’assemblea di lunedì avrebbe voluto presentarsi alle primarie con un candidato che fosse espressione del rinnovamento predicato dal sindaco fiorentino. Una lacerazione che potrebbe portare, ad una clamorosa scissione.
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