Finanza
Fumogeni in corridoio, scuola nel caos
I ragazzi lo accendono dentro a un cestino, e poi mettono le foto su Facebook. La vicepreside: «Chi sbaglia deve pagare»
ROSIGNANO. Prima hanno acceso un fumogeno nel mezzo al corridoio della scuola, creando allarme tra studenti e docenti che stavano regolarmente facendo lezione. Poi qualcuno ha postato le foto della “marachella” su Facebook. Rischiano provvedimenti seri alcuni ragazzi dell’Ipsia Solvay, che ieri mattina hanno generato attimi di caos all’interno dell’istituto. La scuola sottolinea infatti l’intenzione di voler applicare sanzioni esemplari.
Intorno alle 10,45 di ieri mattina il corridoio al primo piano dell’Ipsia (Istituto professionale settore industria e artigianato) si è riempito di un fumo rosso e denso, che ha cominciato ad insinuarsi anche nelle aule che si affacciano sul primo piano della scuola. Gli insegnanti sono usciti dalle classi per capire cosa stesse succedendo, e si sono trovati davanti un muro di fumo rosso. «Mancava poco alla campanella dell’intervallo - racconta la vicepreside dell’Ipsia Donatella Casarosa - e anche io stavo facendo lezione in un’aula che si affaccia su quel corridoio».
Alcuni studenti hanno posizionato il cesto dei rifiuti che si trova su quel piano della scuola in mezzo al corridoio, poi hanno messo all’interno il fumogeno e lo hanno acceso. In pochi secondi dal candelotto si è sprigionata una polvere densa di colore rosso, che ha invaso il corridoio. «Io e un collega- prosegue Casarosa - siamo usciti dalle aule e lui ha preso il cesto contenente i fumogeno e lo ha portato all’esterno. Così in pochi minuti l’ambiente è tornato alla normalità dato che il fumo si è sparso velocemente». A chiarire che non è successo niente di grave anche il rappresentate di istituto dell’Ipsia, Roberto Del Corso: «Stavo facendo lezione al piano inferiore, mi è stato riferito l’episodio e so che non ci sono stati danni né sono stati evacuati i ragazzi. Certo la scuola prenderà provvedimenti».
La vicepreside ammette che si è trattato di «una bravata, ma non è un episodio da sottovalutare. L’Ipsia è una scuola seria, che dà un titolo spendibile nel mondo del lavoro e quindi deve formare persone responsabili».
Evidente, dalle parole della professoressa Casarosa, che la scuola non ha intenzione di far finta di nulla. Anche perché alcuni studenti (non si sa se si tratti di chi ha acceso il candelotto o di compagni) hanno pubblicato le foto del fumogeno su Facebook. «Abbiamo individuato i responsabili -termina Casarosa - e nei prossimi giorni ci sarà un consiglio di classe per capire come comportarci. Chi sbaglia deve pagare, oltretutto è vietato diffondere sui social network foto fatte dentro la scuola. Per questo, in caso si tratti di minori, c’è addirittura una forma sanzionatoria per la famiglia».
Anna Cecchini
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