Attenzione
Debito di 10mila euro «Pagate o togliamo l’acqua»
Cecina Futura deve saldare i conti ed è esposta per 100mila euro col condominio Asa da tempo fino a venerdì. Proprietari e inquilini protestano, nasce un comitato
CECINA. «Si rende noto che, in conseguenza di uno stato di morosità a carico del condominio, sarà programmata nei prossimi giorni l’interruzione della fornitura idrica».
Secco e conciso. Il condominio in questione amministra palazzo Fiorito. Per una volta lasciamo da parte i famosi oneri di urbanizzazione legati alla riqualificazione dell’ex ospedale (il Comune ha già dato mandato legale) e concentriamoci sulle utenze. Allo stato attuale chi abita nell’immobile rischia di ritrovarsi i rubinetti a secco dal 24 gennaio in poi. Alla fine, una soluzione si troverà anche ma gli oneri cadranno sempre sui pochi soliti. Si tratta di una conseguenza dei problemi finanziari del costruttore, la Cecina Futura srl, ad oggi in liquidazione e tuttora proprietaria di gran parte di fondi e immobili. La società, ad oggi, avrebbe un debito col condominio di Palazzo Fiorito superiore a 100mila euro.
La comunicazione dell’amministratrice (Angela Fedele) è datata 17 gennaio.
I contenuti della lettera sono chiari: «La presente per allegare la richiesta di una quota straordinaria – si legge – per saldare una fattura pregressa dell’Asa e al fine di scongiurare il distacco del servizio idrico entro i prossimi dieci giorni». L’amministratrice riferisce di aver parlato (insieme a una delegazione di condomini) con i funzionari di Asa il 15 gennaio scorso. E in quell’occasione è arrivato l’ultimatum: o il pagamento entro il 24 gennaio (venerdì prossimo) o rubinetti a secco in tutto l’immobile. A seguito di questa emergenza l’amministratrice ha calcolato una quota pro capite straordinaria da 175 euro a persona per continuare a far scorrere l’acqua. E tanto per rimanere in tema, nello stesso documento ha ricordato che c’è il rischio che «venga sospesa l’erogazione del gas».
La crisi economica del Cecina Futura srl viene da lontano ed è cosa nota. Dei circa 60 appartamenti realizzati nell’ex ospedale 47 sono rimasti invenduti e quindi nelle disponibilità della Cecina Futura. Così come ben dieci fondi su quindici. Sul pagamento delle quote condominiali (compresa l’acqua) di questi 57 immobili – tra fondi e appartamenti – la società costruttrice sarebbe molto indietro. Per una cifra superiore ai 100mila euro, per intendersi. E tutto il peso di questo arretrato si riverbera su chi ha sempre saldato le fatture: i professionisti e i residenti che vivono nell’immobile e che si ritrovano a dover saldare le quote straordinarie. Ora, è comprensibile che davanti all’opinione pubblica queste persone non vogliano apparire come morose ma piuttosto vittime dei problemi economici a carico del costruttore.
Nasce un comitato. «Non è la prima volta che ci troviamo davanti a pagamenti straordinari – dice Barbara Camerini, una residente – ed è davvero spiacevole. Vivo con un reddito di 600 euro mensili in cui devo far rientrare anche il mutuo e il condominio. Non è facile e dover pagare quote straordinarie mi sembra una grande ingiustizia». A questo punto vogliamo costituirci in un comitato e parlare con l’amministrazione comunale per venire a capo di questi disagi. I condomini raccontano di come la situazione, se non verranno venduti gli appartamenti, evolverà al peggio. Non è solo difficile saldare le utenze ma anche pagare le ditte che si occupano di pulizia, o gli idraulici e gli elettricisti allertati per interventi di manutenzione straordinaria.
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