Sicurezza
«Gli hotel non possono diventare appartamenti»
L’assessore Carli risponde al grido d’allarme degli operatori «Albergo diffuso? Certo, purché non si voglia cambiare destinazione d’uso»
CECINA. Il futuro del turismo a Marina di Cecina? Certo non può risiedere nel cambio di destinazione d’uso degli alberghi. L’assessore Giamila Carli, delega all’Urbanistica, è perentoria. E nel suo stile diretto risponde al grido d’allarme lanciato dagli albergatori della frazione sulle pagine del Tirreno pochi giorni fa. Se c’è una crisi del settore alberghiero, la soluzione va trovata all’interno del nuovo piano della costa, dice Carli. Ma non si possono snaturare le strutture esistenti.
Facciamo un passo indietro. Gli albergatori marinesi hanno denunciato una difficoltà oggettiva a tenere aperti i locali anche nel periodo invernale, infatti le strutture aperte tutto l’anno sono una esigua minoranza. E hanno rilanciato la proposta di “albergo diffuso”. Ovvero la possibilità di decentrare l’accoglienza degli ospiti in varie strutture distaccate dal corpo centrale dell’albergo, una soluzione che già alcuni praticano. «Albergo diffuso - commenta l’assessore - significa tutto e niente. Se vuol dire trasformare un albergo in mini appartamenti chiaramente non si può fare, devono passare sul mio cadavere. Se invece vuol dire diversificare l’offerta alberghiera in strutture separate che fanno capo a un unico centro di servizi questo già lo stanno facendo alcuni albergatori, ed è una soluzione praticabile».
Gli albergatori hanno anche posto l’indice sul fatto che Marina non ha attrattive, se si toglie il periodo estivo e quindi la balneazione. Durante l’inverno invece non c’è motivo per “venire a Marina”. Nel mirino la viabilità sul lungomare e il degrado generale, a partire dallo stesso viale della Vittoria alla pineta. Altra nota dolente, i tempi infiniti di verifica e attuazione dei progetti.
Carli risponde difendendo l’impegno della giunta-Benedetti per la riqualificazione di Marina. «Purtroppo la crisi economica - argomenta - è un fatto generale che si ripercuote inevitabilmente su tutti, e il patto di stabilità con le sue limitazioni non è una nostra invenzione, ma la nostra amministrazione ha portato avanti interventi importanti per la frazione, a partire dal lungomare, e messo in cantiere altri progetti che dovranno essere conclusi, come il recupero della Terrazza dei Tirreni, e il nuovo piano della costa».
«Per ridare ossigeno al turismo - conclude Carli - c’è bisogno di un confronto e di un dialogo aperto tra amministratori e operatori, perché l’obiettivo è comune: trovare formule adatte alla richiesta del pubblico, in una fase così difficile per l’economia globale. Purtroppo, e su questo do ragione agli operatori, i tempi di attuazione dei regolamenti e l’iter progettuale sono lunghi, troppo, ma anche lo snellimento delle pratiche rientra in un quadro generale su cui è difficile incidere a livello locale».
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