Il dolore
Una folla commossa al funerale di Michelotti
Tra gli amici e colleghi anche il sindaco Benedetti e Pacini, esposto lo stendardo della Targa
CECINA. Lo ha ricordato con poche toccanti parole di fronte ai familiari, ai colleghi e agli amici di una vita. Sì, perché Maurizio Michelotti era una persona conosciuta e stimata e ieri pomeriggio, nella cappella del cimitero, don Michele Casarosa ne ha benedetto il feretro. Alla breve funzione officiata dal parroco di Palazzi erano presenti anche il sindaco Stefano Benedetti e l’assessore provinciale Paolo Pacini che, l’anno scorso, insieme ai compagni di terza media gli aveva consegnato, durante una cena, una targa ricordando i tempi in cui Maurizio era un affettuoso capoclasse.
Difficile dimenticarne il sorriso sincero, la disponibilità nei confronti degli altri, il piacere che provava nel risolvere un problema a un collega. In pensione dal 2010 dopo migliaia di chilometri passati a guidare l’auto blu del primo cittadino in giro per l’Italia, viveva alla Cinquantina con la famiglia, coltivando i campi e assecondando le sue passioni: le macchine e le moto d’epoca. In chiesa lo hanno pianto tutti, seguendo la macchina dell’impresa funebre Frongillo all’uscita per rimanere in silenzio durante la tumulazione. La presidente della Targa Cecina, Susanna Pecchia, ha esposto lo stendardo dell’associazione per ricordarne lo spirito di servizio e la profonda umanità. (m.f.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
