Attenzione
La politica? Ne è valsa la pena
Dibattito fra giovani in Duomo. L’inizio marxista di Gasperini. Di Lascio: «Minacciato ma non mi fermo»
CECINA. Sono stati i quattro giovani dell’esperienza politica degli ultimi cinque anni: in tre sono in consiglio comunale a Cecina e uno veste ancora la fascia tricolore. Ne è valsa la pena? Per loro sì, tra tanti oneri e forse qualche onore in meno. “Ne è valsa la pena? I giovani e la politica” era il titolo dell’incontro di venerdì sera organizzato al salone parrocchiale dall’Azione cattolica (moderava Luca Provvedi) e a cui hanno partecipato, in ordine dal più grande al piccolo: Fabrizio Burchianti, Nicola Imbroglia, Samuele Di Lascio e Lorenzo Gasperini.
Davanti a giovani, qualche amministratore (c’era il sindaco di Volterra Marco Buselli), diversi curiosi e politici di lungo corso (tra le file, il sindaco Aurelio Pellegrini di Montescudaio) gli ex enfants prodiges si sono aperti alle domande e hanno raccontato il debutto tra partiti e liste civiche. Ne è uscita una serata a curiosa e piena di aneddoti. Come quando Lorenzo Gasperini, il più giovane consigliere di Cecina, eletto nelle fila del Pdl ha ripercorso il suo esordio nei ranghi della sinistra. «Dai 14 ai 16 anni sono stato di sinistra – dice – è vero, venivo dall’essere stato il sindaco dei bambini. Partecipavo ai collettivi studenteschi e organizzavo manifestazioni contro il governo Berlusconi. Poi, ho compreso gli errori e le limitazioni della filosofia marxista e sono passato oltre. Per me, far politica significa essere libero e affermare i miei ideali ma in concreto e con una squadra di amici sennò, alla lunga, perdi gli stimoli».
Prima di diventare segretario del circolo Pd Guido Rossa, Nicola Imbroglia era un boyscout. «Strano ma vero – dice – ma il mio coinvolgimento è partito dai lupetti. Avevamo formato con i miei compagni un gruppo di sostegno e lì mi vennero a cercare per costituire la consulta giovanile. Ne sono stato il presidente per tre anni e quando è stato formato il Pd nel 2007, il passaggio è stato automatico. A chi viene dico di far politica per aiutare gli altri, farlo per ambizione personale non ha senso». Samuele Di Lascio siede tra i banchi della sinistra in consiglio ma dei quattro baby politici è quello che ha subìto la scottatura più grande. Di lascio "Ho raccontato la mia grossa delusione – dice – quella seguita alla mozione contro il mio stesso gruppo. Sono stato minacciato e mi hanno chiesto di farmi da parte ma non mi sono fermato. I giovani si devono avvicinare alla politica non per cercare un impiego a tempo pieno e a Cecina servono persone pulite e senza doppi fini». Il più “vecchio” tra i quattro è Burchianti.
«E anche quello a cui è toccato il compito più difficile – dice il sindaco di Casale – perché amministrare oggi è un’impresa ma dico che ne è valsa la pena per il ritorno umano e per la soddisfazione di veder completate alcune opere pubbliche. Credo che la mia esperienza, partita da una lista civica al servizio del paese, rappresenti il modo corretto di avvicinarsi alla politica». (r.b.)
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