Gioco
Il professor Saragosa disegna Biopoli, la “città della vita”
ROSIGNANO. Che cos'è la città? Cosa è diventata nel XX secolo e cosa potrà essere nel futuro? “Spazio” ed “ecologia” sono stati al centro della conferenza tenuta mercoledì da Claudio Saragosa,...
ROSIGNANO. Che cos'è la città? Cosa è diventata nel XX secolo e cosa potrà essere nel futuro? “Spazio” ed “ecologia” sono stati al centro della conferenza tenuta mercoledì da Claudio Saragosa, docente di Urbanistica dell'Università di Firenze, per il nuovo ciclo di eventi di “Ma che Italia abbiamo noi?” dell'Anpi di Rosignano. Il percorso del prof. Saragosa intreccia architettura e comunità dalla città della speculazione, ad una città nuova da ripensare come “Biopoli”, città della vita. «Il secondo dopoguerra ha prodotto aberrazioni dando valori stratosferici al terreno circostante la città, edificando con l'idea di dare una residenza, un luogo di passaggio» spiega Saragosa. Cosa mancava in questa città costruita furiosamente accumulando cemento? «Mancava la città stessa perché non c'era la funzione della collettività» aggiunge Saragosa. In un percorso ricco di immagini il Professore spiega come abbiamo interiorizzato modelli di sviluppo architettonico astratti, allontanandoci da una città percepita come organismo vivente. Saragosa è molto critico con le “archistar” che «elaborano progetti egocentrici e individualisti costruendo città “Frankenstein”, sommatorie caotiche di elementi che non comunicano tra loro» Siamo pronti però a ripensare la città per rispondere alle questioni dell'ecologia, della sostenibilità perché come diceva Heidegger “L'abitare è una funzione poetica”. «Lo sviluppo sostenibile parte dalle nostre case, dall'energia, dalla riorganizzazione delle città, dal recupero delle radici -spiega Saragosa- Siena, Matera erano progettate in un sistema di relazioni con l'ambiente locale in modo che la morfologia stessa della città gestisse il ciclo ecologico».
Ecologia, qualità dello spazio urbano e percezione della comunità identitaria sono i pilastri «la prospettiva futura guiderà gli operatori all'interno di un insieme di regole condivise, rinnovando l'anima della città e creando uno spazio identitario» conclude Saragosa. Per info sui prossimi eventi: pagina Facebook "Ma che Italia abbiamo noi?"
Silvia Trovato
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