Il Tirreno

Bartoli lancia la sfida «Politica contro il potere»

Bartoli lancia la sfida «Politica contro il potere»

Il candidato della corrente Bianchi presenta ufficialmente la candidatura «Non attacco Franchi, ma se il Pd cerca me allora qualcosa non ha funzionato»

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ROSIGNANO. La definisce «un’operazione politica contro il potere». Dove il potere in questo caso va inteso come l’amministrazione comunale uscente guidata da Alessandro Franchi.

È partita la battaglia di Simone Bartoli per conquistare palazzo civico. Una guerra, la sua, che in verità è la più chiara espressione di quanto il Partito Democratico rosignanese sia spaccato in due. Lo dimostrano le oltre cento persone che ieri mattina sono intervenute all’iniziativa organizzata per ufficializzare la candidatura di Bartoli alle primarie per individuare il nome del candidato a sindaco del partito: in platea tanti cittadini comuni, ma anche facce note del Pd rosignanese (in evidente contrasto con la linea tenuta dal partito durante la giunta Franchi), rappresentanti di altri schieramenti politici.

Ad aprire la presentazione, davanti a una slide con le foto di chi appoggia Bartoli e lo slogan “Il futuro ha facce nuove”, è stato Michele Bianchi, il consigliere comunale ed ex assessore al sociale responsabile dell’ultimo “scossone” al Pd. «Noi siamo partiti - dice Bianchi - con la convinzione che ci sia necessità di cambiare, e la battaglia ha portato la nostra corrente a rappresentare la metà di Rosignano, adesso portiamo avanti un percorso per cambiare il modo di essere partito. Siamo convinti che Simone abbia le esperienze per essere un buon sindaco e che possa raccogliere il consenso più ampio».

Bartoli, ex assessore comunale e provinciale e adesso consulente aziendale e socio di un locale a Livorno, ha prima di tutto ringraziato Bianchi: «è stato come un giocatore che nell’area di rigore ha guardato se ci fosse un compagno in una posizione migliore della sua, ha dimostrato grandi qualità di dirigente politico». Poi lo sfidante di Franchi ha elogiato la corrente Bianchi, spiegando come «questi ragazzi sono stati in grado di risvegliare in me una passione politica che era latente, riconosco in loro la volontà di fare qualcosa per il territorio». Poi Bartoli ha enucleato a grandi linee quelle che sono le sue priorità per il territorio. «Sul territorio ci sono nuove emergenze sociali - dice - e non basta dire che nonostante la crisi le risorse sono state mantenute, l’amministrazione non può limitarsi a questo». E ancora «il settore del lavoro è quello in cui investire di più» e per quanto riguarda la grande industria «bisogna puntare a un progetto complessivo e nei rapporti con l’intero tessuto industriale bisogna tenere alta l’asticella delle performance altrimenti peggiora la qualità della vita di chi abita nella zona. Le industrie, non solo Solvay, sono il motore del territorio». Bartoli dice di sapere bene che «questo territorio non è solo industria, anzi ci sono Castiglioncello, la Marina di Vada e anche il castello di Marittimo, sulla cui gestione va fatta un’ampia riflessione». Per quanto riguarda il commercio, il candidato considera «importante, con la crisi del commercio storico, rivedere i modo in cui si legano l’Aurelia, la zona del porto e quella dell’H5 il cui progetto è da rivedere essendo stato trascinato a lungo». Bartoli insiste anche sulla revisione della macchina amministrativa, per «capire se è stata usata bene. E poi bisogna pensare che questo non è il momento delle grandi opere ma delle manutenzioni».

Quanto al rapporto con il sindaco uscente, Bartoli spiega che non vuole creare contrasti personale. «Non mi sentirete mai - dice attaccare personalmente Franchi, va detto certo che se il partito viene a cercare un altro progetto significa che qualcosa non ha funzionato. Deve essere chiaro che questa battaglia la facciamo per vincere e la campagna elettorale sarà sulle idee. Non abbiamo fatto promesse e non avremo compensazioni in cambio»

Anna Cecchini

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