Il Tirreno

«39 alberi abbattuti e nessuno si muove»

«39 alberi abbattuti e nessuno si muove»

Prosegue la protesta del proprietario del terreno contro il Consorzio di bonifica: «Arriverò al penale»

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VADA. Torna ad accusare il Consorzio di bonifica il proprietario del terreno che ha visto estirpati 39 cipressi secolari in via Belvedere, a Vada, e che ne ha lasciati una trentina a rischio caduta, con toni sempre più duri. L'uomo, agricoltore, si sente sempre più isolato nella sua battaglia contro il Consorzio, per il risarcimento del danno arrecatogli dai lavori dell'ente. Ricordiamo che una mattina di due mesi fa il Consorzio di bonifica si presentò in via Belvedere per eseguire, a suo dire, lavori di messa in sicurezza dei fossi, che però comportarono la compromissione di una quantità enorme di cipressi.

La querela sporta dal proprietario del terreno va per le lunghe, mentre una mediazione, che l'uomo sperava arrivasse in tempi rapidi, sembra essere svanita dopo l'ultimo incontro di giovedì, quando il proprietario dei terreni si è trovato di fronte a «un muro di arroganza senza precedenti», afferma. «Anche l'amministrazione - continua l'uomo - non muove una foglia per contenere un ente che esercita a proprio piacimento poteri sproporzionati. Se ogni mediazione fallirà e arriveremo al penale, a quel punto non farò più sconti a nessuno».

L'abbattimento dei cipressi di via Belvedere aveva causato non poco clamore a Vada e Rosignano non solo per le modalità con cui era avvenuto e con cui opera solitamente il consorzio, ma anche perché aveva portato «per un errore di valutazione - è sempre stato detto dal proprietario - all'abbattimento di un numero elevato di cipressi secolari. E’ impensabile che un ente pubblico possa agire con queste modalità». (m.c.)

 

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