Il Tirreno

Il Viale dei cipressi è salvo, finiti i lavori

di Divina Vitale
Il Viale dei cipressi è salvo, finiti i lavori

L’ultimo intervento di sostituzione delle piante malate è costato 130mila euro. Sono stati trapiantati 400 alberi

3 MINUTI DI LETTURA





BOLGHERI. A distanza di un anno si sono finalmente conclusi i grandi lavori di ripristino del Viale di Bolgheri con il recupero, la cura e in alcuni casi l’abbattimento, a causa del cancro (seiridium cardinale), dei secolari e poetici cipressi. Un intervento promosso e finanziato dalla Provincia di Livorno che è costato attorno ai 130mila euro. E la novità tanto attesa è che, dopo anni di studi e ricerche, il Cnr di Firenze ha individuato, almeno fino alle prove finora eseguite, il clone perfetto dei celebrati giganti verdi. Sarà assicurata così ai posteri la longevità delle piante che assieme danno vita alla suggestiva e chilometrica “passeggiata” che conduce dall’Aurelia alle porte del Castello di Bolgheri.

«Un patrimonio unico e che mi sono imposto di salvaguardare ad ogni costo – ha commentato l’assessore provinciale Paolo Pacini. L’ambiente e la sua esclusività devono occupare il primo posto in qualsiasi programma d’attenzione territoriale che si rispetti. I cipressi sono il simbolo culturale e storico più riconosciutoci e di cui andare fieri».

Fase dei lavori. Restano da compiere ancora dei piccoli lavoretti di rifinitura che interessano un’area boscata sul lato sinistro del Viale e la verifica di 2 o 3 specie per considerare il loro eventuale abbattimento. «La prossima settimana – spiega Massimo Tognotti, responsabile provinciale della salvaguardia della natura, che ha seguito tutto l’intervento - si procederà all’estirpazione delle vecchie ceppaie di cipressi abbattuti che, nel tempo, sono rimaste presenti sul Viale. Complessivamente l’intervento risulta ben riuscito, i risultati finali sono buoni sia per quanto riguarda l’aspetto paesaggistico sia per la salvaguardia sanitaria del medesimo. E’ noto infatti che, nel tempo, il cancro può ripresentarsi sui cipressi e quindi è senz’altro indispensabile proseguire il monitoraggio dello stato di salute degli stessi, in modo da programmare, compatibilmente con le disposizioni finanziarie, specifici e saltuari interventi di bonifica».

I numeri. Sono circa 400, degli oltre 2400 totali, i cipressi colpiti dal cancro verde (Seiridium Cardinale): gli stessi sono stati sottoposti a tagli fitosanitari di parti della chioma. Mentre per altri cinquanta esemplari si è passati all’abbattimento perché non più recuperabili. Di pari passo i tecnici specializzati hanno operato una riduzione vegetale della vegetazione arborea ed arbustiva presente sui ambedue i lati del Viale.

La ricerca. Accanto all’esecuzione dei lavori è proseguita anche l’attività scientifica, iniziata nel 2000, con il contributo del Cnr, Istituto Protezione delle Piante di Firenze. «La ricerca – ha aggiunto Tognotti - ha selezionato una decina di cloni meno suscettibili, se non addirittura resistenti al Seiridium Cardinale, in grado di fornire una buona risposta alla malattia. Questi cloni selezionati ed accresciuti nei vivai sperimentali dell’Ipp-Cnr consentiranno l’avvio della moltiplicazione degli stessi, già a partire da questo mese, in modo da produrre 300-400 piante da far accrescere e da destinare alle sostituzioni degli oltre 300 cipressi mancanti sul Viale».

Il futuro coi “cipressi clonati”. Proprio tra gennaio e febbraio, nei campi sperimentali del Cnr, si procederà alla raccolta delle marze necessarie per effettuare gli innesti delle nuove piante che, a primavera, potranno essere invasate e coltivate in vivaio. Le attività colturali successive consentiranno quindi in un periodo di 3-5 anni di avere piante di altezza superiore ai 2 metri capaci di andare a coprire le sostituzioni lungo il Viale.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini