Il Tirreno

Bartoli si candida e lancia la sfida «Far vivere il paese»

Bartoli si candida e lancia la sfida «Far vivere il paese»

L’ex assessore scioglie le riserve, entro il fine settimana l’ufficialità: «Amo Rosignano, diventato troppo provinciale»

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ROSIGNANO. Simone Bartoli ha deciso di mettersi in gioco, candidandosi per le primarie del centro sinistra che, come ormai sembra quasi certo, dovrebbero essere di coalizione. Il nome di Bartoli, rosignanese proveniente dalle fila dei Comunisti italiani, è stato prima assessore comunale (con Gianfranco Simoncini) e poi provinciale, era nell’aria da settimane. Adesso la certezza, confermata dallo stesso Bartoli anche a seguito di un incontro che si è tenuto lunedì sera a Gabbro in cui di fatto l’ex assessore ha sciolto le riserve. «Già a inizio anno a Nibbiaia - dice Bartoli - mi era stata chiesta la disponibilità a presentarmi. Mi sono preso qualche giorno, anche per capire come riorganizzare la mia vita». Bartoli, terminata l’esperienza politica in Provincia, ha infatti avviato un’attività di consulenza per le aziende e due anni fa insieme a un socio ha aperto anche il Rebello Gallo, un locale in Venezia a Livorno.

Bartoli dice che renderà ufficiale la sua candidatura entro la fine di questa settimana, ma che i giochi sono fatti. «I motivi per cui ho deciso di candidarmi - spiega Bartoli - sono essenzialmente tre. Prima di tutto la passione per la politica che in me è rimasta forte anche per alcuni anni non ho partecipato attivamente». Il secondo motivo è «il legame vero che ho con il mio territorio, in cui sono cresciuto e ho abitato fino a 36 anni e che credo di conoscere molto bene. Ecco perché penso di poter dire qualcosa in merito alla gestione e al futuro di questo territorio».

Da qui parte la prima stoccata di Bartoli all’amministrazione uscente. «Condivido il percorso iniziato con la candidatura alla segreteria del Pd locale di Michele Bianchi - spiega Bartoli - e il relativo giudizio sulla gestione del territorio, questo è il terzo motivo per cui ho deciso di candidarmi». «Le potenzialità di Rosignano - prosegue Bartoli - sono molto più ampie di quelle che esprime, quando sono andato via dieci anni fa Rosignano era uno dei territori più importanti della Toscana ad esclusione dei capoluoghi. Invece diciamo che adesso questa zona si è provincializzata, io credo che ci siano le potenzialità per far rivivere il territorio».

Quanto al fatto che la scelta per sfidare Franchi sia caduta sul suo nome e non su quello di Bianchi, Bartoli spiega che «Michele aveva tutte le caratteristiche per poter svolgere questo ruolo, evidentemente lui e chi lo ha sostenuto deve aver pensato che la mia candidatura avesse maggior possibilità di vittoria». Bianchi, dal canto suo, spiega di essere «soddisfatto, perché per me quella di Simone era la prima scelta, la sua credo sia una candidatura più forte».

Sulla raccolta delle firme per la candidatura, l’ex assessore spiega che vanno raccolte dal 27 al 31, «ma noi siamo già al riparo, come è emerso nell’assemblea di Gabbro, sia per le firme dentro l’assemblea che per quelle tra gli iscritti».(a.c.)

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