Il dolore
Prove tecniche di trasloco chiude piazza Carducci
Primo sopralluogo nella sede del tribunale: il Comune ha ripreso le chiavi dell’edificio. Fra pochi mesi gli uffici si trasferiranno in via Landi
CECINA. Ieri, i responsabili del tribunale di Livorno hanno riconsegnato le chiavi della sede distaccata di via Landi all’amministrazione. Gli ex uffici giudiziari (quelli al primo piano), quindi, rientrano nelle disponibilità del Comune. E, già si pensa al trasferimento provvisorio di chi oggi lavora in piazza Carducci. Del problema ne abbiamo già parlato qualche giorno fa: la sede di rappresentanza del Comune non è sicura. I tecnici negli ultimi rilevamenti sullo stato delle crepe hanno rilevato dei pericolosi allargamenti e si sono visti costretti a chiedere, nero su bianco, l’evacuazione dell’immobile. Ancora crepe. «Due anni fa – spiega il sindaco Stefano Benedetti – abbiamo predisposto un intervento di consolidamento con delle resine (se ne occupò la Geosec di Parma per 21mila euro, ndr) e gli uffici vennero chiusi. Purtroppo, dalle ultime rilevazioni risulta che siamo punto e a capo. Le crepe si sono allargate di nuovo e abbiamo dovuto ricontattare la ditta specializzata per una nuova valutazione». La colpa va attribuita allo smottamento del terreno, alle fondamenta poco profonde e, quando arriva l’estate, alla siccità accentua il fenomeno di “scivolamento” dell’edificio. Trasferimento a breve. Chiuso il tribunale, gli uffici di piazza Carducci si sposteranno in via Landi. Quando? «È presto per dirlo – spiega il sindaco – si tratterà comunque di aspettare qualche mese. Prima andranno fatte delle valutazioni sugli impianti degli ex uffici giudiziari e ci sarà da aspettare il responso della ditta specializzata sullo stato delle crepe in piazza Carducci. Poi, visto che la sede non è di proprietà, in questa riqualificazione, vogliamo coinvolgere anche il Demanio». Il futuro. «Non si tratta di un disimpegno ma di una scelta provvisoria», il sindaco è chiaro. «La sede di piazza Carducci resta di rappresentanza – continua Benedetti – e il per il futuro in quella zona, comprendendo le ex elementari Guerrazzi, vogliamo accentrare tutti gli uffici». Attacchi. L’accentuarsi del problema delle crepe ha generato un primo effetto: un attacco a sindaco e giunta. «Le iniezioni fatte nel sottosuolo – scrivono da Rifondazione – non sono servite a fermare la subsistenza dei terreni e le crepe nei palazzi». E sul futuro : «Non vorremmo che fossero spesi centinaia di migliaia di euro per ristrutturazioni, e poi dopo pochi anni accorgersi, che anche le ex scuole non erano sicure». Rifondazione sconsiglia ai tecnici comunale di costruire nella zona del centro, visti i cronici problemi strutturali, parla di «inefficienza» delle amministrazioni presenti e passate e si augura che tutti «vadano a casa».
Rino Bucci
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
