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Primarie, il mistero dei volantini anonimi

Primarie, il mistero dei volantini anonimi

Montescudaio: prima della lettera di minacce a Landi è circolato un foglio contro il Comune. La rabbia di Pellegrini

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Le minacce alla madre dell’assessore Fabrizio Landi hanno avvelenato il clima pre-elettorale a Montescudaio. Ma la lettera minatoria è stata preceduta da un altro episodio inquietante. Una decina di ciclostili, a firma dei Chiurli, attaccava pesantemente l’operato di amministratori e dirigenti del piccolo Comune collinare, accusati di pilotare trasferimenti e concorsi.

Una vicenda misteriosa che ha innescato una serie di reazioni a catena. Intanto sulla veridicità della firma. I Chiurli erano un gruppo, rimasto anonimo, che in passato interveniva con rime salaci ironizzando sulla vita politica di Montescudaio. Ma stavolta in paese si storce il naso: non è la mano dei Chiurli, si dice. La caccia al “corvo” ha scatenato anche una serie di distinguo. Un’associazione femminile, spesso in polemica con il Comune, ha preso le distanze dalla lettera dei Chiurli. E un altro volantino, firmato da una ex socia del sodalizio, è stato affisso sulla bacheca pubblica del municipio per condannare l’episodio. Tutto questo in un clima di sospetti e veleni, culminato con le minacce di morte alla madre dell’assessore. Il sindaco Aurelio Pellegrini ieri è intervenuto sulle minacce al suo assessore sgombrando il campo da tentennamenti. «Se l’obiettivo è quello di intimidirci - tuona - è bene che si sappia che non ci riusciranno. Non deve assolutamente passare il concetto che la politica si fa nascondendosi nelle fogne. Perché questa è roba da spazzatura. Al contrario: la politica si fa mettendoci la faccia».

Nessun nesso chiaro tra i due episodi, ribadisce Pellegrini, la cui gravità è decisamente molto diversa. Pellegrini ha scritto anche su Facebook le sue considerazioni. Premettendo che se ha atteso alcuni giorni prima di parlare «su quanto di grave e squallido ha colpito l'amico e insostituibile collaboratore Fabrizio Landi», l’ha fatto «prima di tutto per lui, che aveva chiesto di calmare il clamore che poteva nascere. L'ho fatto anche perchè certi topi di fogna non meritano la nostra attenzione».

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di Redazione Pisa