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Consorzi di bonifica il Comitato vuole annullare le elezioni

Consorzi di bonifica il Comitato vuole annullare le elezioni

Il comitato No consorzi di bonifica vorrebbe chiedere l’annullamento delle elezioni dei nuovi consorzi. Nel giorno delle nomine dei consigli di amministrazione degli enti consortili

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CECINA. Il comitato No consorzi di bonifica vorrebbe chiedere l’annullamento delle elezioni dei nuovi consorzi.

Nel giorno delle nomine dei consigli di amministrazione degli enti consortili, la notizia arriva come un fulmine a ciel sereno. In realtà per il momento la possibilità è al vaglio del comitato, che sta studiando se le modalità con le quali si è proceduto all'elezione dei nuovi organismi amministrativi dei consorzi di bonifica siano state predisposte rispettando la normativa che ha di recente riformato gli enti. Ovvero, sulla base delle indicazioni della legge di riforma, si sta valutando la legittimità della procedura delle elezioni. Uno degli elementi di contestazione riguarda il ritardo delle convocazioni inviate ai singoli consorziati, aventi diritto al voto.

Il comitato No consorzi si avvale, fin dall'inizio della battaglia finalizzata all’abrogazione degli enti consortili, del supporto legale dell'avvocato Flavio Nuti, già noto per la famosa guerra degli autovelox, conclusasi con la vittoria degli automobilisti del comitato No gabelle. Il contenzioso riguarda tre Consorzi: il consorzio delle colline livornesi (che comprende il territorio che va dal fiume Cecina a Livorno città), il consorzio di bonifica della Valdera e la Comunità montana (comprensorio 29), ora, con la riforma, ripartiti all’interno di due consorzi: del Basso Valdarno e di Toscana costa. Il Comitato si è opposto al pagamento del tributo richiesto a mezzo di cartella esattoriale in quanto i consorzi non avrebbero dato prova del beneficio diretto arrecato alle singole proprietà dai lavori di bonifica o di sola manutenzione.

Lo stato del contenzioso è in divenire. Nelle commissioni tributarie di primo grado di Pisa e Livorno, infatti, la prevalenza delle decisioni è favorevole ai contribuenti che si oppongono al pagamento. A livello regionale invece la questione è tuttora incerta, in quanto sono opposti gli orientamenti di alcune commissioni tributarie di secondo grado, e l'esito dei ricorsi è altalenante: a volte a favore dei consorzi, a volte dei contribuenti.

Ora il comitato sta ampliando i termini del ricorso: si tratta infatti di stabilire la regolarità delle elezioni sulla base della legge di riforma. Una questione non solo tecnica e nominale, perché, spiega l’avv. Nuti, «dopo l’elezione degli organi di gestione dei Consorzi si dovrà procedere all’approvazione di un nuovo piano di classifica e alla delimitazione del perimetro di contribuenza e solo allora potremo verificare se la legge regionale di riforma abbia recepito il principio ormai affermato anche dalla Corte di cassazione secondo cui la contribuzione è dovuta solo e soltanto se le opere di bonifica e di loro manutenzione abbiano arrecato agli immobili benefici e/o vantaggi diretti e di natura fondiaria».

Il comitato no consorzi di bonifica ( www.noconsorzidibonifica.org) «vigilerà sull'applicazione della riforma e sarà pronto ad agire a tutela dei cittadini anche attraverso ricorsi collettivi contro eventuali ingiuste cartelle esattoriali» .

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