Sicurezza
La pista di atletica è pericolosa, lo dicono i tecnici comunali
Consumata la superficie in gomma, si vedono le crepe Le società sportive si lamentano. Ballati: «Stiamo valutando»
CECINA. Nubi sul futuro della pista di atletica di via Napoli. L’impianto, ormai, ha venticinque anni e versa in condizioni che sono sotto gli occhi di tutti.
Lo strato superficiale, quello di gomma rossa per intenderci, ormai se n’è andato insieme alle fughe in velocità degli atleti. E poi, ci sono delle microcrepe che hanno consigliato ai tecnici comunali di decretare «pericolosa» una struttura che, tra mille difficoltà, ospita almeno cento iscritti e cinquanta atleti (tra cui una nazionale).
La pista è in gestione al Rugby Cecina che poi l’affitta regolarmente all’Atletica Costa Etrusca per gli allenamenti. E più di una volta i vertici di questa società hanno chiesto un impegno al Comune per riuscire quantomeno a rendere accettabili le condizioni della pista.
E c’è chi si è lamentato pubblicamente, come il segretario della società di atletica.
Invece, da palazzo civico sarebbero intenzionati con il prossimo bando a decretare la fine di parte dell’impianto, soprattutto la pista lato est e di lasciare solo la pista centrale lato ovest (quella che guarda Marina) e eventualmente due corsie laterali.
«Si tratterebbe comunque di un intervento tampone – dice l’assessore con delega allo sport Luciano Ballati – che avrebbe una durata limitata. Al massimo uno o due anni». I responsabili dell’Atletica Costa Etrusca non ci stanno e non gradiscono affatto questa soluzione.
«Abbiamo avuto diversi incontri con l’amministrazione ma non abbiamo ottenuto nulla – dice il segretario Simone Francalacci – ci dicono che non hanno soldi da spendere e vorrebbero che fosse la federazione a finanziare interventi da centinaia di migliaia di euro. Ma non funziona così: è il pubblico che dovrebbe investire sullo sport. Come è stato fatto per altre società in questi anni mentre il campo di atletica da quando è stato realizzato non ha avuto grosse manutenzioni se si esclude uno spray a base di gomma per ripristinare lo strato gommoso superficiale».
«Nonostante questo – continua Francalacci – l’impianto non è pericolo. Ci sono delle micro crepe ma sono talmente piccole che non influiscono sull’equilibrio degli atleti. Detto questo, un intervento è necessario anche perché abbiamo oltre cento iscritti che meritano attenzione».
Diversi problemi alle corsie sarebbero dovuti alla natura del terreno che, nella zona di via Napoli, ha creato problemi anche agli edifici.
«Si creano degli smottamenti che creano il dissesto delle strutture – dice Ballati – e poi ci sono le radici dei pini che spaccano le piste. Anche se intervenissimo con i 200mila euro che servono per ripristinare l’impianto non è detto che il problema sarebbe risolto una volta per tutte».
E allora? La soluzione, secondo il consigliere con delega allo sport, sarebbe ricostruire ma altrove.
«A Marina, per esempio – dice Ballati – dove ci sono dei terreni di proprietà del Comune. Io sono pronto ad impegnarmi, a spostarmi anche in federazione a Livorno o a Firenze, ma vorrei essere supportato altrimenti è inutile. Chiederò anche al sindaco un incontro con le amministrazioni vicine per capire se si possa fare uno sforzo tutti insieme e trovare uno spazio adeguato per gli iscritti dell’atletica».
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