Il Tirreno

Annullati i contratti ma arrivano fatture da centinaia di euro

Annullati i contratti ma arrivano fatture da centinaia di euro

Decine di lettere di recupero crediti inviate da Tele Tu Masoni: «La compagnia non ha mai chiuso queste pratiche»

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ROSIGNANO. Hanno annullato i loro abbonamenti con Teledue o Tele Tu, compagnie telefoniche ormai inesistenti, da svariati anni. Eppure hanno continuato a ricevere fatture relative a quegli abbonamenti, e adesso nelle loro cassette della posta hanno addirittura trovato lettere di società di recupero crediti.

Sono almeno una ventina i cittadini che negli ultimi giorni si sono rivolti al Movimento consumatori per far presente casi di questo tipo. «Nell’ultima settimana - spiega Alessandro Masoni, del Movimento consumatori - se ne hanno segnalate una ventina, fra Rosignano e Cecina, tutte lettere inviate da Elliot srl e Geri srl. Ma siccome si tratta di situazioni che seguiamo da tempo sappiamo bene che arriveranno una valanga di lettere, in zona stimiamo almeno un centinaio di casi di questo tipo».

Masoni spiega subito che chi sta ricevendo le missive di Tele Tu non deve sborsare un centesimo. «I consumatori - precisa Masoni - non devono sganciare un centesimo e se vogliono possono rivolgersi a noi, dato che abbiamo un fronte aperto su queste vicende».

Masoni spiega perché queste fatture sono da considerarsi «inesistenti o insussistenti». I cittadini che ricevono queste lettere di recupero crediti sono stati effettivamente abbonati con Teledue o Tele Tu, alcuni anni fa. Ma poi hanno annullato i contratti, eppure hanno ricevuto svariate fatture e adesso le richieste di recupero crediti. «In tutti i casi - spiega Masoni - si tratta di fatture emesse negli anni successivi alla disdetta dell’abbonamento. Le società telefoniche hanno l’obbligo di chiudere i contratti entro 30 giorni dalla richiesta del cliente ed inviare nel più breve tempo possibile le ultime fatture. Abbiamo appurato che in tutti i casi che ci hanno segnalato Teledue prima e Tele Tu dopo non hanno mai chiuso i contratti, come invece era stato richiesto dai clienti». Così le società telefoniche hanno continuato ad inviare le fatture, come se i servizi fossero regolarmente attivi.

«Questa situazione - prosegue Masoni - è andata avanti a lungo, in qualche caso oltre un anno. Ecco che alcuni cittadini hanno ricevuto svariate fatture da 20 a 100 euro mensili, e quindi adesso hanno richieste di recupero crediti da 300 a 1000 euro. Cifre consistenti, soprattutto se si considera che in genere si tratta di pensionati, che magari avevano deciso di passare a Tele Tu per risparmiare, e invece adesso si trovano beffati». Masoni insiste sul fatto che i crediti richiesti sono «inesistenti e che quindi nessuno deve pagare. In questi anni, quando i cittadini ci segnalavano di aver ricevuto fatture da Tele Tu abbiamo inviato all’azienda adeguati reclami, ma i casi non sono stati risolti».

Adesso il Movimento consumatori è deciso ad andare fino in fondo. «Le persone in questa situazione - dice Masoni - possono rivolgersi a noi (328-3395944). Ripresenteremo all’azienda Tele Tu, che è stata inglobata da Vodafone, i reclami. Poi porteremo i casi in conciliazione davanti all’Autorità per le telecomunicazioni in sede regionale. Se Vodafone non si presentasse, porteremo i singoli casi davanti al giudice».

Non solo, per i casi più eclatanti, il Movimento consumatori non esclude la denuncia penale, «per falso e tentata estorsione. Come nel caso di due pensionati che hanno fatto il recesso del contratto addirittura entro i dieci giorni previsti per legge, eppure ricevono le fatture per servizi telefonici mai attivati».

Anna Cecchini

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