Il Tirreno

Medicina di base, da febbraio la riforma

di Anna Cecchini
Medicina di base, da febbraio la riforma

Entrano in attività le Aft, che riuniscono dottori di famiglia ed ex guardie mediche. Da capire come integrare i pediatri

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CECINA. Partirà dal primo febbraio la riorganizzazione della medicina di base. Un percorso che riguarderà l’intero territorio dell’Asl 6 e che con febbraio segnerà soltanto il primo passo. Dal mese prossimo prenderanno materialmente corpo le Aft (aggregazioni funzionali territoriali), e di fatto medici di famiglia ed ex guardie mediche saranno uniti. E, almeno per ora, resteranno attivi 12 ore, dalle 8 alle 20 di ogni giorno (ad esclusione di sabato, domenica e giorni festivi). Ma la volontà dell’Asl 6, che non fa altro che mettere in pratica l’accordo regionale 1231 del dicembre 2012, è quella di arrivare a tenere attive le Aft per 16 ore al giorno, dalle 8 alle 24.

In verità l’Asl ha in mente di sperimentare il modello h16. Resta da capire in quale zona del territorio livornese. «Dall’ultimo comitato aziendale che si tenuto venerdì scorso - spiega Gianfranco De Feo, medico di base e rappresentante Fimmg per la zona di Cecina - non è stato risolto questo nodo, e quindi resta da capire dove sperimentare il sistema h16». Sembra che la sperimentazione possa essere attivata a Collesalvetti o all’Isola d’Elba, ma comunque non nelle zone di Cecina e Rosignano.

Cosa sono le Aft. Si tratta di gruppi composti da medici di base attivi in un determinato comprensorio e professionisti che ad oggi sono titolari di continuità assistenziale (ex guardia medica). Questi gruppi di medici garantiranno assistenza sanitaria coordinata. In futuro, questa la vera rivoluzione, i gruppi dovranno coordinarsi coprendo anche parte dell’orario finora garantito dalla guardia medica, ossia quello dalle 20 alle 24. «Ad oggi però - spiega De Feo - le Aft partono con orario 8-20, in pratica i gruppi di medici continuano a restare nelle loro sedi, in attesa di capire se in futuro verranno realizzate le case della salute che dovranno ospitare gli ambulatori di medici di famiglia».

I numeri delle Aft. Le Aft della provincia saranno in totale 10: 4 a Livorno, 1 a Collesalvetti, 1 a Rosignano, 1 a Cecina (che serve Cecina e Donoratico), 2 in Val di Cornia (Piombino, e territorio della Val di Cornia) e 1 all’Elba.

L’Aft di Rosignano assisterà 30.000 pazienti, a fronte dei 40.000 di cui dovrà occuparsi la Aft di Cecina.

Le Aft di Livorno contano globalmente 143.680 pazienti, mentre quella di Collesalvetti ne avrà 15.167. L’aggregazione della Val di Cornia conterà 25.000 assistiti, quella di Piombino 25.500 e quella dell’isola d’Elba un totale di 30.000 pazienti.

Cosa cambia dal primo febbraio. «Da quel momento - precisa De Feo - i medici di guardia medica saranno di fatto assegnanti alle varie Aft, e si costituiranno i gruppi. Per ora, tranne che nell’aggregazione dove sarà fatta la sperimentazione, questi professionisti continueranno a lavorare dalle 20 alle 8 e nei festivi». Ma qualcosa cambierà. «Ad oggi le ex guardie mediche - sottolinea De Feo - lavorano 24 ore a settimana, la finalità è quella di farli arrivare a 38 ore settimanali».

Di fatto, da febbraio, i pazienti non riscontreranno particolari cambiamenti: dalle 8 alle 20 dei giorni feriali continueranno a trovare i loro medici di base, mentre dalle 20 alle 8 e nei festivi le guardie mediche assegnate a quella Aft di zona. «Solo che d’ora in poi - spiega De Feo - questi medici dovranno partecipare attivamente alla continuità assistenziale». Come? «Dovranno conoscere i pazienti della Aft - dice ancora il rappresentante Fimmg - e le loro eventuali patologie, in maniera da poterli curare sulla base dei reali bisogni. Proprio per questo l’Asl dovrà fornire alle ex guardie mediche l’accesso al server regionale per l’anamnesi del paziente».

Il problema dei pediatri. Resta da capire il ruolo dei pediatri all’interno della riorganizzazione della sanità di base. «Questi medici - termina De Feo - di fatto non rientrano nelle Aft, ma va tenuto di conto che comunque si occupano di una grossa fetta della popolazione».

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