Il Tirreno

«Cava Donati, l’assurdo silenzio della politica»

«Cava Donati, l’assurdo silenzio della politica»

La rabbia del comitato che osteggia l’apertura di un nuovo escavo sui poggi dopo il via libera della Provincia al piano cave: «Oltretutto l’azienda licenzia»

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CASTELNUOVO. Sottolineano con forza che l’agricoltura è l’unico settore del territorio che, nel momento di crisi, è in crescita. Ecco perché non accettano la decisione del consiglio provinciale di approvare il piano cave. Il Cssto, comitato sorto l’estate scorsa sulle colline rosignanesi per osteggiare l’apertura della cava che la fornace Donati ha richiesto per la zona del Gabbro. Proprio nei giorni in cui l’azienda ha inviato le prime lettere di licenziamento ai dipendenti.

«La votazione - fa notare il comitato - si è tenuta in un'aula gremita dalla massiccia presenza dei cittadini che vivono o operano in quel territorio ed in quelle realtà produttive, agricole o industriali che siano». Una presenza che secondo il comitato è «segno evidente del peso che questa decisione politica di gestione del territorio avrà sul futuro individuale di queste persone sulle quali fino a prova contraria, ricadrà personalmente ed interamente». Il comitato fa notare che «al termine di una seduta insolitamente lunga, tesa, densa di interventi spesso accesi e contrastanti, il provvedimento è stato approvato con riserva: con un emendamento è infatti rimandata la decisione di inserire o meno definitivamente nel piano cave proprio il sito Gozzone alla valutazione di tutti quegli elementi economici, tecnici, giuridici, politici, che ciascun cittadino, singolo od associato, fornirà ufficialmente agli uffici provinciali nei prossimi 60 giorni».

Secondo i comitato «richiedere direttamente ai cittadini di fornire gli elementi sui quali basare una decisione politica così impattante ed irreversibile non può che dimostrare l'evidente insufficienza e superficialità della fase istruttoria condotta finora dall'ente. Tutte le azioni finora condotte dal nostro comitato, sono state rivolte a dimostrare l'esistenza di un contesto reale ignorato dapprima per superficialità, successivamente volutamente sminuito nella sua portata proprio per non dover rinnegare decisioni date per scontate magari già prese».

Poi il i rappresentanti del Cssto ricordano che «l'agricoltura del Comune di Rosignano Marittimo è l'unico settore economico che proprio in questi anni di piena crisi è cresciuto, sia in termini di investimenti, che di occupazione, che di diversificazione produttiva, grazie anche alle politiche di tutela e protezione ambientale che l'amministrazione porta avanti da decenni». «Al contrario - dice il comitato a proposito dei licenziamenti avviati dalla Donati - nessuna garanzia occupazionale certa è stata fornita dagli altri settori. E tutto questo nel più assoluto silenzio assordante degli assessorati all'agricoltura provinciali e comunali».

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