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Scuola, rivolta del personale Ata «Demansionati e penalizzati»

Scuola, rivolta del personale Ata «Demansionati e penalizzati»

CECINA. La mezza marcia indietro del ministro Maria Chiara Carrozza, datata 9 gennaio, sulle applicazioni di recupero dell’incentivo economico erogato a personale ausiliario, tecnico e amministrativo

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CECINA. La mezza marcia indietro del ministro Maria Chiara Carrozza, datata 9 gennaio, sulle applicazioni di recupero dell’incentivo economico erogato a personale ausiliario, tecnico e amministrativo non ferma la protesta e le preoccupazioni degli Ata cecinesi. E non cambia il principio di una richiesta da parte dello Stato ai suoi dipendenti retroattiva e che per i sindacati rasenta il confine dell’incostituzionalità. Una protesta mista ad indignazione che sale forte dagli istituti cecinesi, con in prima fila il personale del liceo Fermi di Cecina unito a quello del Marco Polo e delle scuole Galilei. Una indignazione che si sta propagando in tutta la provincia.

Per capire meglio la questione ci aiuta Danilo Fiore (Rsa scuola Unicobas). «La situazione è complicata perché a tutti gli effetti la nota di giovedì del ministero dell’istruzione cambia i tempi ma non il senso del provvedimento legislativo – spiega Fiore – inizialmente si chiedeva al personale Ata di restituire soldi non per scatti di anzianità ma per posizioni economiche e oneri aggiuntivi alla mansione lavorativa già svolti nel periodo tra settembre 2011 e settembre 2013. Adesso la decorrenza cambia e parte da settembre 2013, ma resta il problema di fondo». Il beneficio economico maturato dal personale Ata, infatti, in molti casi è conseguente ad un corso di formazione e la conseguente acquisizione di mansioni più complesse di quelle normalmente previste dal profilo di appartenenza.

«L’assurdità della proposta è che prima lo Stato ha chiesto la disponibilità al personale di acquisire maggiore professionalità in cambio di alcuni ritocchi agli stipendi non certo in linea con la media europea – spiega Fiore – dopo due anni dice che la copertura non c’è e retroattivamente chiede i soldi indietro. Inizialmente lo ha fatto per i due precedenti, adesso “solo” per il periodo da settembre a gennaio e bloccando gli scatti dal prossimo febbraio». Resta, comunque, la volontà secondo i sindacati cecinesi di “demansionare” il personale. Ovvero, dove aver chiesto agli Ata di acquisire nuove competenze, adesso gli si chiede di non mettere quelle competenze al servizio della scuola.

«Purtroppo per ora si parla di sospensione e non ci cancellazione e di questa mancanza di copertura a rimetterci saranno sempre i soliti noti – conclude Fiore – prima di tutto il personale amministrativo, tecnico e ausiliario che lavora nei vari istituti. Ma anche gli studenti visto che il ministero, per trovare la copertura economica per i due anni precedenti, ha attinto ad esempio dal Mof (fondo per il miglioramento dell’offerta formativa). In altre parole per non chiedere indietro i due anni di incentivi al personale Ata si taglierà sull’offerta formativa». I sindacati nei prossimi giorni convocheranno delle riunioni con il personale scuola sia a Cecina che a Livorno per capire quali mosse intraprendere.

Alessandro Bientinesi

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