Il Tirreno

Il “decalogo” Rotelli destinato a blindare le primarie del Pd

Il “decalogo” Rotelli destinato a blindare le primarie del Pd

Lunedì la segretaria lo integrerà con gli emendamenti Poi sarà messo in votazione alla prossima assemblea

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ROSIGNANO. Aumentare i compensi degli assessori o permettere che continuino il loro precedente lavoro, ma soltanto part-time. Questo uno degli emendamenti chiesti durante l’assemblea Pd di lunedì sera al documento preparato da Paolo Rotelli e compagni per riorganizzare giunta e consiglio comunale.

Un “decalogo” che di fatto è stato l’argomento portante dell’assemblea e che lunedì prossimo sarà rivisto e integrato durante un incontro della segreteria, a cui si uniranno due rappresentanti renziani (tra coloro che hanno redatto il documento).

«Una volta capito come integrarlo - spiega lo stesso Rotelli - il documento sarà portato nella successiva assemblea per la votazione». Non solo, perché Piero Nocchi, «durante l’assemblea di lunedì - prosegue Rotelli - ha addirittura chiesto che questo decalogo una volta approvato, sia controfirmato dai candidati che si presenteranno alle primarie del Pd e che quindi diventi un documento di indirizzo per il candidato sindaco».

In questo modo sarebbero di fatto Rotelli e compagni, di matrice renziana, a indicare il percorso per rivedere l’organizzazione di giunta e consiglio comunali.

Due i punti del “decalogo” maggiormente dibattuti e sui quali sono stati presentati emendamenti.

A destare la perplessità dell’assemblea è stato principalmente il punto 5, ossia quello che prevede che gli assessori ricoprano l’incarico a tempo pieno, ossia interrompano completamente le proprie attività.

«Ci sono state osservazioni - spiega Rotelli -, non tanto sull’opportunità che a Rosignano gli assessori siano impegnati a tempo pieno, quanto sul fatto che la retribuzione di un assessore in un Comune come il nostro è tale che si rischia che l’incarico sia ricoperto esclusivamente da pensionati o disoccupati, perché se una persona ha famiglia sarebbe un problema gestirla con quei guadagni». Rotelli non nega che «queste osservazioni forse hanno una fondatezza, ma è anche vero che fare l’assessore nei ritagli di tempo non è possibile. Forse bisognerebbe rivedere i compensi degli assessori o prevedere una soluzione intermedia come ammettere che facciano un part-time al loro precedente lavoro».

Un altro punto del decalogo che ha generato discussione è stato quello che chiede le dimissioni di presidenti o membri di cda di società partecipate alla fine del mandato di un sindaco. «È stato fatto notare - spiega Rotelli - che spesso i cda vengono nominati nel corso del mandato di un sindaco e che quindi si rischierebbe di far dimettere i rappresentanti poco dopo essere stati nominati». Rotelli precisa che «questo punto voleva indicare principalmente uno spirito a cui dovrebbero aderire i soggetti nominati nelle partecipate, diciamo che alla vigilia di un cambio di amministrazione sarebbe corretto che indicassero la propria disponibilità a rivedere la loro posizione».

Adesso il documento sarà riscritto e integrato e poi presentato nuovamente alla prossima assemblea del partito.

Anna Cecchini

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