Il Tirreno

I tecnici: «Questo palazzo è a rischio, va evacuato»

di Rino Bucci
I tecnici: «Questo palazzo è a rischio, va evacuato»

Una mail in cui si certifica il massimo grado di allerta scatena l’allarme Crepe e spaccature nei muri, sos dei dipendenti. Sfuma il trasferimento in via Landi

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CECINA. Crepe che si allargano e dipendenti sempre più preoccupati. I problemi strutturali della sede comunale di piazza Carducci sono cosa ormai nota. Negli anni, le varie amministrazioni hanno piazzato toppe qua e là per tamponare quei danni che viaggiano più veloci delle manutenzioni straordinarie.

La novità dell’ultima ora è che i tecnici comunali, con una mail di posta certificata, hanno messo nero su bianco una richiesta di evacuazione. Crepe. Da tempo, il Comune di Cecina ha acquistato un fessurimetro. Si tratta di un misuratore che costa diverse migliaia di euro e che consente di rilevare movimenti impercettibili all’interno delle crepe. Bene, questo strumento ha rilevato un allargamento delle spaccature all’interno dei muri. Al punto che i tecnici addetti alla misurazione hanno ritenuto di ufficializzare la richiesta di evacuazione. Questo non più di cinque giorni fa. C’è di più: l’edificio di piazza Carducci è stato classificato a “Rischio 4”, il massimo grado di allerta, dal responsabile sicurezza e prevenzione pericoli (Rspp) che è un tecnico esterno che effettua controlli a scadenze regolari.

Nell’edificio di rappresentanza del Comune di Cecina lavorano ventitré persone su due piani senza contare il continuo viavai dell’utenza. E già in passato sono stati finanziati lavori di consolidamento, dall’uso di resine per le fondamenta all’enorme gabbia d’acciaio che sorregge dall’interno il primo piano. Ma dopo le ultime rilevazioni e la comunicazione in posta certificata (inviata al sindaco, al direttore generale, alla segreteria e al dirigente lavori pubblici) non tutti i dipendenti sarebbero così contenti di lavorare sotto un tetto che non garantisce la massima sicurezza in termini di stabilità. Dove andare? "Il Comune di Cecina ha in disponibilità molti immobili", il sindaco Stefano Benedetti lo ha ripetuto più volte. In questo caso, però, se la parte politica dovesse accogliere la richiesta dei tecnici non si saprebbe dove andare.

La prima idea erano gli uffici giudiziari di via Landi. Il tribunale di Livorno ha sgomberato da settimane la sede distaccata al primo piano. E lì, l’amministrazione avrebbe voluto trasferire gli uffici. Se non fosse che gli affittuari non restituiscono le chiavi. In attesa che la partita con il Ministero della Giustizia sia chiusa dal tribunale di Livorno non hanno ancora ceduto a titolo definitivo l’edificio che è di proprietà del Comune. E allora, dove andare? Del Palazzetto dei congressi neanche a parlarne. I lavori devono essere ancora completati ed gli spazi sono esigui. Non a caso, circolava l’idea di trasferire in quella sede solo gli uffici dei politici (sindaco, assessori, consiglieri con delega) ed eventualmente quello del direttore generale.

Resta solo la sede delle ex elementari Guerrazzi che, in quanto a stabilità, non è il massimo della garanzia e poi richiede adeguamenti strutturali (rete elettrica, impianti e reti informatiche) non indifferenti. Da almeno 800mila euro secondo il progetto esecutivo approvato in Comune. Insomma, se fosse necessario lo sgombero richiesto dai tecnici comunali non sarebbe così semplice decidere dove andare. «L’edificio ha dei problemi e non è una novità – dice l’assessore ai lavori pubblici Giamila Carli – valuteremo se debbono essere predisposti degli interventi di stabilizzazione. E se ci fosse una soluzione di emergenza valuteremo la possibilità di spostarci su di un’altra sede". Il proprietario. E pensare che l’edificio di piazza Carducci, risalente ai primi del ‘900, non è neanche di proprietà. L’amministrazione versa al Demanio ogni anno un affitto, per la verità non troppo alto: 5.200 euro. Col federalismo fiscale si era cercato di percorrere la strada dell’acquisizione ma senza successo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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