Il Tirreno

Dalle case popolari al piano della costa: il decalogo Benedetti

di Andrea Rocchi
Dalle case popolari al piano della costa: il decalogo Benedetti

Il sindaco lascia e traccia l’identikit del successore Poi annuncia i 10 interventi da fare prima di maggio

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CECINA. «No, non è una fuga dalle responsabilità la mia. Nè tantomeno una mancanza di rispetto verso coloro - e sono stati tanti - che mi hanno chiesto di ricandidarmi. Persone alle quali va il mio personale ringraziamento, da estendere a tutta la giunta ed ai colleghi che hanno lavorato al mio fianco, dai membri del partito ai consiglieri comunali. Purtroppo è stata una decisione sofferta ma motivazioni di carattere personale mi hanno spinto a decidere di non ripresentarmi». Stefano Benedetti, il giorno dopo l’ufficializzazione del suo ritiro dalla corsa per le comunali di maggio comunicata all’assemblea del Pd di giovedì, convoca una conferenza stampa per chiarire quello che, per la verità, si vociferava ormai da tempo: il suo no ad una riconferma sulla poltrona di primo cittadino.

«La politica non c’entra». Lo fa per sgombrare subito il campo da sospetti o letture politiche dietro a questa scelta. «No, non ci sono motivazioni politiche o di carattere amministrativo», afferma. Insomma, il feeling col Pd resta immutato, seppure il partito, anche a Cecina, stia pian piano cambiando pelle. Anzi, Benedetti replica l’endorsment di poche settimane fa nei confronti di Matteo Renzi: «Il segretario nazionale mi sembra abbia iniziato a lavorare bene», dice. Semmai vuole mettere in guardia chi ha deciso o sta per decidere di candidarsi.

L’identikit del prossimo primo cittadino. «Vedo che ci sono tante persone che si stanno affacciando. Voglio avvertire che chi vuol fare l’amministratore pubblico deve essere consapevole che questo è un compito che comporta dedizione e sacrificio, anche della propria vita privata». Insomma, non si fa il sindaco per soldi o per detenere un potere. «Quello che mi ha amareggiato in questi ultimi mesi è il fatto che chi amministra o ricopre cariche pubbliche è visto come un appartenente ad una casta o attaccato ad una poltrona. Io non ho certo scelto di fare l’amministratore per soldi. Il mio stipendio - è agli atti - è di 36mila euro annui. Semmai, a conti fatti, io ho percepito di meno rispetto a quanto prendevo come impiegato di banca. E sulle caratteristiche di chi verrà, aggiunge: «Sarò banale - dice - ma voglio citare Jfk -: chi si appresta a fare il sindaco deve chiedersi se sia utile per la comunità». Chi poi gli domanda se serve continuità, se ci sono - in giunta - nomi spendibili per guidare Cecina - Benedetti promuove a pieni voti i suoi colleghi e collaboratori, ma non si sbilancia oltre.

I conti sono in ordine. Pur rimandando una valutazione di questa legislatura ad un prossimo appuntamento con la giunta, il sindaco traccia un breve giudizio del suo operato. Ed è un giudizio positivo, considerate anche “le difficoltà dei tempi in cui viviamo”. «Lascio i conti in ordine in questo Comune, con un indebitamento ai minimi storici. Abbiamo investito risorse nel sistema educativo, inaugurando una nuova scuola, abbiamo confermato l’impegno nel settore sociale, per la cultura».

Il decalogo. Però Benedetti va oltre. Sa che ci sono partite aperte, interventi che vanno chiusi entro la fine della legislatura. Per questo annuncia una sorta di decalogo, 10 interventi che il Comune di Cecina deve realizzare da adesso entro aprile maggio. Eccoli. Al primo posto c’è la tormentata storia del palazzetto dei congressi, o Comune Vecchio. Finire i lavori, ed aprirlo, è l’imperativo. Poi ci sono le due fontine dell’acqua potabile da sistemare in città. Quindi i lavori all’aula magna della scuola media a Palazzi e la Ztl del progetto “Attenti al varco” con le telecamere a Marina e in Corso Matteotti. Al punto 4 c’è l’”apriti Sesamo” di via Ambrogi, il centro polivalente costruito ma mai aperto. Quindi i lavori antierosione, al numero 6 il rifacimento del Fosso della Latta («che consente di mettere in sicurezza la città dal rischio idraulico»), poi troviamo al settimo punto l’approvazione del nuovo regolamento urbanistico. Al numero 8 c’è l’adozione di due piani: quello della costa ed il piano attuativo del Conad a Palazzi. Al nono punto l’assegnazione delle case popolari, e qui Benedetti rivendica con orgoglio il fatto di essere riuscito con la giunta a portare a Cecina 8 milioni di investimenti per l’edilizia pubblica aumentando in 5 anni del 20% il numero delle case popolari. Quindi, decimo punto, l’azzeramento totale del debito. Oggi ammonta a un milione, tra i più bassi in Toscana - ricorda il Sindaco - vorremmo estinguere i mutui ed azzerarlo. Col cruccio, comunque, che questi soldi senza i vincoli del patto di stabilità, sarebbero potuti servire per le opere pubbliche».

Slitta il lungomare. Neldecalogo non c’è il quarto lotto di viale della Vittoria, il completamento. «Del resto - dice Benedetti - questo intervento è bloccato dai lavori per fermare l’erosione». Senza dimenticare che per finanziarlo si parla ancora di una permuta. Il resto è storia di 4 mesi in cui il decalogo dovrà essere declinato in interventi eseguiti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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